Un’operazione coordinata tra Carabinieri e Guardia di Finanza ha portato all’esecuzione di tre misure cautelari nei confronti di altrettanti cittadini di nazionalità rumena, ritenuti coinvolti in un sistema di sfruttamento lavorativo all’interno di una ditta individuale del territorio bresciano specializzata nella lavorazione conto terzi di prodotti in gomma.
Il provvedimento è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brescia su richiesta della Procura. Una delle persone indagate è stata condotta in carcere, mentre le altre due sono state poste agli arresti domiciliari. L’operazione è stata eseguita nelle province di Brescia e Cremona dai militari del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro, dalla Compagnia di Chiari e dalla Guardia di Finanza di Rovato. Le accuse riguardano lo sfruttamento di lavoratori di origine moldava, tra cui anche alcuni minorenni. Secondo quanto emerso dalle indagini, i dipendenti sarebbero stati impiegati approfittando della loro condizione di fragilità, legata sia al bisogno economico sia alla posizione irregolare sul territorio italiano.
Gli accertamenti sono partiti dopo un controllo effettuato l’11 febbraio dai carabinieri della Stazione di Palazzolo sull’Oglio. Durante la verifica all’interno dell’azienda sono emerse diverse anomalie legate alla gestione del personale e alle condizioni di lavoro. Di fronte a queste prime irregolarità, i militari hanno richiesto l’intervento del Nucleo Ispettorato del Lavoro dei Carabinieri, reparto specializzato con competenze analoghe a quelle degli ispettori del lavoro.
Dall’attività ispettiva è emerso un quadro particolarmente critico. I lavoratori sarebbero stati pagati a cottimo con modalità non conformi al contratto nazionale di riferimento, mentre diritti fondamentali come ferie, permessi e riposi non sarebbero stati garantiti. Anche l’orario di lavoro risultava irregolare e le condizioni di sicurezza negli ambienti produttivi sono state giudicate altamente problematiche per la tutela della salute degli operai. Ulteriori criticità sono state riscontrate negli alloggi messi a disposizione dei lavoratori, situati all’interno della stessa struttura lavorativa e descritti come inadeguati e privi delle condizioni minime di decoro.