Incendi boschivi nel Bresciano: centinaia di metri quadrati distrutti ogni giorno

Nonostante gli sforzi sul fronte della prevenzione, l’inizio del 2026 non è stato incoraggiante

Il contrasto agli incendi boschivi passa anche dall’educazione delle nuove generazioni. Con questo obiettivo i militari dei Nuclei Carabinieri Forestali di Idro e Gavardo hanno incontrato gli studenti della scuola secondaria di Casto per una giornata di sensibilizzazione dedicata alla tutela dell’ambiente e alla prevenzione dei roghi.

Durante l’incontro ai ragazzi è stato spiegato come ogni cittadino possa diventare una vera e propria “sentinella della biodiversità”, contribuendo a segnalare situazioni di pericolo e promuovendo comportamenti responsabili nei confronti del territorio. I militari hanno ricordato che proteggere i boschi significa salvaguardare un ecosistema fondamentale per la vita delle comunità e per le generazioni future, attraverso un utilizzo sostenibile delle risorse naturali.

Un passaggio importante ha riguardato anche le conseguenze legali degli incendi. Gli studenti hanno scoperto che il reato di incendio boschivo è punito severamente dal codice penale e che i terreni colpiti dalle fiamme sono soggetti a vincoli molto stringenti: un bosco bruciato non può cambiare destinazione d’uso per 15 anni, mentre per un decennio sono vietati pascolo, caccia ed edificazioni.

Secondo i Carabinieri Forestali, le sanzioni rappresentano uno degli strumenti più efficaci per prevenire gli incendi. Colpire chi accende fuochi o brucia sterpaglie nei periodi di divieto serve infatti a scoraggiare comportamenti imprudenti prima che possano trasformarsi in emergenze ambientali.

La multa amministrativa ha quindi un valore immediato di deterrenza: richiama i cittadini alla responsabilità e riduce il rischio che azioni apparentemente banali possano innescare incendi difficili da controllare.

Nonostante gli sforzi sul fronte della prevenzione, l’inizio del 2026 non è stato incoraggiante. Nei primi mesi dell’anno si sono già verificati quattro incendi boschivi in diverse aree della provincia: a Collio, Malonno, Sabbio Chiese e Tignale.

In località Volpera, nel territorio di Malonno, le fiamme hanno distrutto circa 2.500 metri quadrati di sottobosco. Ancora più esteso il rogo registrato in località Fratta, a Sabbio Chiese, dove sono andati in fumo circa due ettari di bosco. A Tignale, invece, in località Olzano, il rapido intervento dei volontari dell’antincendio boschivo ha limitato i danni a circa 800 metri quadrati di pineta di pino nero.

L’attività di controllo ha già portato alla sanzione di 20 persone per aver acceso fuochi durante il periodo di divieto. L’importo complessivo delle multe supera i 7mila euro, una cifra che ha già oltrepassato l’ammontare totale registrato nell’intero 2025.

Il quadro dell’anno scorso resta comunque preoccupante. Nel 2025 in provincia di Brescia si sono verificati 31 incendi boschivi, quasi il doppio rispetto ai 18 registrati nel 2024. Complessivamente le fiamme hanno devastato circa 125 ettari di territorio: 55 ettari di bosco e altri 70 di prati e pascoli.

Tradotto in termini quotidiani, significa che ogni giorno sono andati distrutti in media circa 1.500 metri quadrati di superficie boscata e oltre 1.900 metri quadrati di prati e pascoli.

Le indagini hanno evidenziato come la maggior parte degli incendi abbia origine colposa, spesso causata da comportamenti imprudenti o negligenze. Gli episodi dolosi risultano in diminuzione, mentre restano sostanzialmente stabili quelli legati a cause naturali.

Nel corso del 2025 sono state sanzionate 32 persone per violazioni legate agli incendi boschivi, per un totale di oltre 6mila euro di multe, una cifra nettamente superiore ai circa 1.946 euro registrati l’anno precedente.

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