Omicidio di Capodanno: chiesti 16 anni per Pascual

Il 19enne a processo per la morte di Roberto Comelli a Provaglio d’Iseo: la difesa invoca attenuanti e provocazione

Tribunale di Brescia

Si avvicina a una svolta giudiziaria il caso dell’omicidio avvenuto nella notte di Capodanno a Provaglio d’Iseo. La Procura ha richiesto una condanna a 16 anni di reclusione per Matias Pascual, 19enne italo-argentino imputato per l’uccisione di Roberto Comelli, 42 anni, colpito mortalmente con una coltellata al cuore.

Il procedimento si sta svolgendo con rito abbreviato, una scelta che consente una riduzione della pena in caso di condanna. La difesa del giovane ha chiesto il riconoscimento delle attenuanti generiche e della provocazione, sostenendo una dinamica dei fatti diversa rispetto all’impostazione accusatoria.

L’episodio risale alla notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio, all’interno della sede del centro diurno anziani del paese, dove era in corso una festa. Secondo quanto emerso, la vittima avrebbe tentato più volte di accedere alla struttura, venendo inizialmente allontanata e tornando sul posto alcune ore più tardi.

La ricostruzione fornita dall’imputato evidenzia un contesto di tensione crescente. Pascual ha dichiarato di aver percepito un atteggiamento minaccioso da parte del 42enne, affermando di aver agito in un momento di paura: “Mi stava facendo paura, l’ho colpito, ma non volevo ucciderlo”, avrebbe riferito dopo l’arresto.

Nonostante il tentativo di difesa, l’accusa sostiene la responsabilità piena del giovane nella morte di Comelli. La vittima, dopo essere stata colpita, è riuscita a percorrere circa cento metri prima di accasciarsi, perdendo la vita poco dopo a causa della ferita riportata.

Il caso ha suscitato forte attenzione per la dinamica dei fatti e per il contesto in cui si è verificato. Un momento di festa si è trasformato in tragedia, con esiti irreversibili per entrambe le parti coinvolte, portando la vicenda nelle aule giudiziarie.

Ora si attende il prossimo passaggio processuale. L’udienza decisiva è stata fissata per il 15 aprile, data in cui potrebbe arrivare la sentenza, destinata a chiarire le responsabilità e a definire la pena nei confronti dell’imputato.

Il giudice sarà chiamato a valutare non solo la ricostruzione dei fatti, ma anche le richieste avanzate dalle parti, in particolare l’eventuale riconoscimento delle attenuanti invocate dalla difesa. La decisione finale rappresenterà un passaggio cruciale per la conclusione del procedimento, offrendo una risposta giudiziaria a un caso che ha profondamente colpito la comunità locale.

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