Dopo un iter durato quasi due anni, il Consiglio comunale di Brescia ha approvato la revoca della cittadinanza onoraria conferita a Benito Mussolini. La mozione, presentata dal consigliere del Partito Democratico Andrea Curcio, ha ottenuto 17 voti favorevoli, mentre 9 consiglieri si sono astenuti e non si sono registrati voti contrari. L’astensione ha riguardato i rappresentanti del centrodestra.
Il provvedimento è arrivato al termine di una seduta caratterizzata da un confronto politico, nel corso del quale sono stati presentati anche due emendamenti da parte del centrodestra, entrambi successivamente respinti dalla maggioranza di centrosinistra.
La vicenda affonda le proprie radici nel 1924. La cittadinanza onoraria a Mussolini venne infatti assegnata il 24 maggio di quell’anno dall’allora commissario prefettizio Antonio Zanon. Il riconoscimento si inseriva nel clima politico dell’epoca, quando diversi Comuni italiani, compresi numerosi centri del Bresciano, attribuirono onorificenze al capo del governo fascista.
La richiesta di revoca era stata formalizzata da Curcio il 28 ottobre 2024, ma la mozione era rimasta in attesa di essere discussa seguendo l’ordine cronologico previsto per i lavori dell’assemblea cittadina. Nel frattempo, sul tema erano state presentate anche quattro petizioni popolari, contribuendo a mantenere aperto il dibattito sulla permanenza del riconoscimento.
Lo stesso Curcio aveva sottolineato il valore simbolico dell’iniziativa richiamando una delle pagine più drammatiche della storia contemporanea della città. «Siamo la città del 28 maggio 1974, sarebbe simbolico», aveva dichiarato il consigliere dem, riferendosi alla strage di piazza della Loggia.
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