La questione del trasporto scolastico torna al centro dell’attenzione nella Bassa Bresciana. Dopo le segnalazioni arrivate da Torbole Casaglia per le difficoltà incontrate da alcuni studenti diretti a Brescia, anche le famiglie degli alunni dell’istituto Pascal-Mazzolari di Manerbio hanno deciso di far sentire la propria voce.
Al centro della protesta ci sono soprattutto i collegamenti pomeridiani. Secondo quanto riferito dai genitori, l’uscita degli studenti prevista alle 13.55 non sarebbe adeguatamente servita dal trasporto pubblico, costringendo le famiglie a organizzare autonomamente il rientro dei ragazzi. Una situazione che, a loro dire, si protrae dall’inizio dell’anno scolastico e che comporta difficoltà organizzative anche per chi deve conciliare gli spostamenti dei figli con gli impegni lavorativi.
A complicare ulteriormente il quadro ci sarebbero anche alcune criticità relative agli autobus. Venerdì scorso, in particolare, un mezzo sul quale viaggiavano diversi studenti è rimasto fermo per un guasto a Barbariga. I ragazzi hanno dovuto attendere l’arrivo dei propri familiari per poter rientrare a casa. L’episodio ha alimentato le preoccupazioni delle famiglie, che chiedono maggiori garanzie anche sul fronte dell’efficienza e della sicurezza dei mezzi.
Di fronte alle difficoltà segnalate, i genitori hanno deciso di formalizzare la protesta. È stata inviata una diffida con contestuale messa in mora alla Provincia di Brescia e all’Agenzia del Trasporto Pubblico Locale. La comunicazione è stata trasmessa, per conoscenza, anche alla Prefettura, alla Regione Lombardia, alla Polizia stradale e alla dirigenza dell’istituto.
Nella comunicazione le famiglie chiedono un potenziamento dei collegamenti entro il 30 settembre, misure per evitare situazioni di sovraffollamento e un controllo tecnico straordinario sui mezzi impiegati per il trasporto degli studenti.
«Chiediamo alle istituzioni e alle autorità di controllo un intervento ispettivo immediato, la sicurezza degli studenti e il diritto all’istruzione non possono essere sacrificati sull’altare dei disservizi logistici», affermano i genitori.
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