L’intervento dei carabinieri è scattato nella mattinata di giovedì 1° ottobre, dopo una segnalazione arrivata al Numero Unico di Emergenza 112 da parte di un passante.
L’uomo aveva raccontato di aver visto tre persone bloccare con la forza un ciclista in piazza Carmine e costringerlo a salire su una station wagon grigia, che si era poi allontanata rapidamente.
Sul posto erano rimasti la bicicletta e le scarpe della vittima, perse durante le concitate fasi dell’aggressione.
L’auto intercettata dai carabinieri
Le immediate ricerche avviate dai militari della Stazione di Salò hanno permesso di individuare il veicolo segnalato mentre transitava nuovamente nella zona.
A bordo dell’auto sono stati trovati i tre presunti aggressori e la vittima, un cittadino pakistano classe 1987 residente a Salò. Tutti sono stati accompagnati in caserma per gli accertamenti.
La lite familiare all’origine dell’aggressione
Gli approfondimenti investigativi e le dichiarazioni fornite dal 39enne hanno permesso di ricostruire quanto sarebbe accaduto.
Secondo quanto emerso, il sequestro sarebbe nato da dissidi di carattere familiare legati al mancato pagamento di alcune bollette.
I tre uomini avrebbero quindi agito con l’intento di punire e intimidire la vittima, bloccandola e sottoponendola a percosse e minacce.
Il coltello e il video per il ricatto
Il 39enne sarebbe stato minacciato con un grosso coltello per circa un’ora e mezza. Durante l’aggressione, mentre si trovava in ginocchio, sarebbe stato costretto a dichiarare di essere omosessuale.
La scena sarebbe stata contemporaneamente registrata con uno smartphone, con l’obiettivo di utilizzare successivamente il filmato per ricattare la vittima attraverso la minaccia di diffonderlo online.
I filmati recuperati nello smartphone
Nel corso delle attività investigative, i carabinieri hanno sequestrato il telefono cellulare utilizzato da uno degli arrestati.
All’interno della memoria del dispositivo sarebbero stati trovati numerosi video relativi all’aggressione. Le registrazioni, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, documenterebbero le percosse e le minacce effettuate con l’arma da taglio ai danni del 39enne.
Al termine degli accertamenti, i tre cittadini pakistani, residenti in diversi comuni della Lombardia, sono stati arrestati con l’accusa di sequestro di persona e violenza privata aggravata.
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