Un ambizioso progetto di sviluppo di un polo logistico di 93 mila metri quadri, situato nelle vicinanze delle fornaci romane di Lonato e al confine con Castiglion, si è recentemente scontrato con un ostacolo imprevisto. L’Ufficio tecnico regionale di Brescia ha decretato l’impossibilità di attuare le modifiche al reticolo idrico della zona, ponendo così un veto allo spostamento di un fosso esistente e alla costruzione di un nuovo canale interrato.
Il parere tecnico negativo e le sue conseguenze
La decisione è stata presa dopo una valutazione dettagliata delle proposte idrauliche connesse al progetto, che avrebbero visto lo spostamento del fosso di 300 metri. Il parere negativo è stato motivato dalla constatazione che tali modifiche non avrebbero garantito il mantenimento dell’invarianza idraulica, ovvero la capacità di limitare adeguatamente il deflusso delle acque a valle. Ciò avrebbe potuto provocare un sovraccarico del sistema idrico esistente, mettendo a rischio l’equilibrio del Vaso Riale e il funzionamento della relativa vasca di laminazione.
La reazione delle parti interessate
Di fronte a questo scenario, il Comune di Lonato si trova ora di fronte alla necessità di rivedere completamente il progetto. Le voci critiche, che hanno sin dall’inizio espresso dubbi e preoccupazioni sull’opportunità di realizzare il polo logistico in questa specifica area, hanno ricevuto un ulteriore argomento a sostegno della loro posizione. Tra questi, il Partito Democratico di Lonato e il Comitato ambientalista locale hanno chiesto di considerare altre sedi, possibilmente tra le aree dismesse o degradate, per la realizzazione dell’infrastruttura.
Un appello al cambiamento
Franco Tiana, rappresentante del comitato ambientalista, ha colto l’occasione per rinnovare l’appello all’Amministrazione comunale affinché il progetto venga ritirato o rivisto in chiave più sostenibile. La partita, secondo Tiana, non è ancora chiusa, e c’è spazio per una riflessione più ampia sulla pianificazione territoriale e sul rispetto dell’ambiente.