Il gioielliere che porta gioia negli ospedali: la straordinaria storia del “Dottor Zio Tabuba Baubau Micio Micio Miao Miao”

Un volontario speciale tra corsie pediatriche e sorrisi: il percorso di Gabriele Bertarini con i "Dutùr Kaos" di Brescia

Dutur Kaos

Quando Gabriele Bertarini indossa il camice bianco, si trasforma nel “Dottor Zio Tabuba Baubau Micio Micio Miao Miao”, un nome insolito che fa sorridere e incuriosire. “Sembra complicato per gli adulti, ma i bambini lo pronunciano senza problemi“, racconta con entusiasmo. Oltre ad essere un gioielliere, Bertarini è anche il coordinatore dei “Dutùr Kaos” di Brescia, un gruppo di volontari che quest’anno ha ricevuto il prestigioso Premio Bulloni per l’impegno nel portare allegria e speranza ai reparti pediatrici. “Questo riconoscimento ci riempie di orgoglio e ci sprona a fare sempre meglio“, commenta emozionato.

Un impegno che fa la differenza

I “Dutùr Kaos” operano dal 2002, inizialmente solo presso l’Ospedale Civile di Brescia, espandendosi successivamente anche a Manerbio. “Oggi siamo un gruppo di 110-120 volontari, attivi tutti i giorni festivi del calendario. Ogni turno vede 10 volontari a Brescia e 4 a Manerbio“, spiega Bertarini.

Con i loro abiti colorati, occhiali fuori misura, bolle di sapone e trucchi di magia, questi volontari portano sollievo non solo ai piccoli pazienti, ma anche alle loro famiglie. “La domenica in ospedale può essere un momento particolarmente difficile: le ore sembrano non passare mai. Noi entriamo nelle stanze per regalare un sorriso e rendere la giornata meno pesante“. Il risultato? Un effetto benefico per tutti, dai bambini ai genitori, ma anche per i volontari stessi. “In quelle corsie si respira un’energia indescrivibile. I bambini, anche nei momenti più difficili, mostrano una straordinaria voglia di vivere che ci ispira profondamente“.

Preparazione e impatto emotivo

Diventare un “Dutùr Kaos” richiede impegno e dedizione. I volontari seguono un corso di formazione di tre mesi, necessario per affrontare situazioni delicate con sensibilità e competenza. L’ultima selezione ha visto 140 candidature per soli 30 posti disponibili. Dopo ogni turno, il gruppo si riunisce per condividere le emozioni e superare insieme i momenti più complessi. “Nonostante l’esperienza, non è mai facile gestire certe situazioni, ma il confronto aiuta molto“, sottolinea Bertarini.

Storie che cambiano la vita

L’impatto emotivo di questa attività lascia segni profondi. “A volte si creano legami indissolubili con le famiglie dei piccoli pazienti“, racconta Bertarini. “Recentemente ho partecipato alla prima comunione di una bambina che ho conosciuto cinque anni fa. Era entrata in ospedale per un banale mal di schiena, ma la sua situazione si era aggravata rapidamente. Ho vissuto da vicino il suo percorso di sofferenza e rinascita, ed esperienze come questa ti insegnano quanto sia preziosa la vita“.

Bertarini, volontario dal 2007, ha scelto di unirsi ai “Dutùr Kaos” come gesto di gratitudine per non aver mai dovuto affrontare ospedalizzazioni con i propri figli. Il Premio Bulloni è dedicato da lui a tutti i genitori che affrontano queste sfide con forza e coraggio: “Sono loro i veri eroi“.

 

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