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Operazione antidroga interprovinciale: arrestati due residenti in territorio bresciano

Il principale deposito era una cascina usata per la produzione di formaggi

In un’azione coordinata che ha visto protagonisti gli agenti del Comando provinciale di Pisa, quindici individui sono stati arrestati e incarcerati questo lunedì, 19 febbraio, colpiti da accuse che spaziano dalla partecipazione in associazione a delinquere fino al traffico di notevoli quantità di hashish, aggravato dal carattere transnazionale del crimine. Questo intervento sottolinea l’importanza della cooperazione internazionale nella lotta contro il narcotraffico, con la droga che veniva importata principalmente da Marocco e Spagna per essere successivamente distribuita sul territorio italiano.

Gli arresti sono stati eseguiti in seguito all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare da parte dei giudici per le indagini preliminari (gip) di Brescia e Bergamo, su sollecitazione della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) bresciana. Questa operazione ha visto un notevole sforzo di collaborazione tra le Fiamme Gialle di Pisa e quelle di Brescia, Bergamo, oltre al supporto cruciale del Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O). Le catture sono avvenute attraverso le province di Brescia, Bergamo, Bolzano e Trento, dimostrando l’ampio raggio d’azione dell’organizzazione criminale.

L’investigazione ha portato alla luce l’attività di una famiglia marocchina, che ha saputo sfruttare la sua posizione transnazionale tra Italia, Spagna e Marocco per organizzare l’importazione di ingenti quantità di hashish. Utilizzando camion con targa spagnola e guidati da autisti compiacenti, riuscivano a trasportare lo stupefacente attraverso il confine di Ventimiglia, celando il carico illecito dietro a merci legittime come alberi da frutta o batterie per automobili. Una volta in Italia, la droga veniva ricevuta da complici che coordinavano la distribuzione sul territorio nazionale.

Questo gruppo criminale, formato da 18 individui di diverse nazionalità, tra cui marocchini, afgani, spagnoli, senegalesi e italiani, aveva stabilito una solida base operativa in provincia di Bergamo, precisamente nelle aree di Dalmine, Stezzano e Osio Sotto. Il principale deposito era una cascina usata per la produzione di formaggi, sorvegliata attentamente da persone di fiducia dell’organizzazione.

Si stima che il traffico di hashish gestito dalla rete abbia coinvolto circa 1.300 kg di sostanza, generando un guadagno illecito di quasi 4,5 milioni di euro, denaro che veniva successivamente inviato in Spagna tramite intermediari finanziari fittizi. Tra gli arrestati figurano due cittadini marocchini residenti in provincia di Brescia, di 45 e 28 anni, entrambi accusati di traffico internazionale di stupefacenti e detenuti in attesa di processo.

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