La crisi delle prenotazioni mediche a Brescia: i problemi persistono

Liste d'attesa interminabili e tempi di attesa distorti: la realtà dietro le rassicurazioni ufficiali.

Nella provincia di Brescia, fissare una visita medica rimane un’impresa ardua nonostante le promesse di miglioramento provenienti dalla Regione Lombardia. Le liste di attesa nel servizio sanitario pubblico continuano a rappresentare un nodo irrisolto, con tempi di attesa che superano spesso i limiti previsti e agende che sembrano essere permanentemente chiuse.

La situazione è diventata insostenibile non solo per le emergenze, ma anche per i controlli periodici necessari per la prevenzione e la gestione delle malattie croniche. Questo è in netto contrasto con le rassicurazioni fornite dalle istituzioni sanitarie e con la cornice normativa di tutela, che include il D.Lgs. 124/1998 e le delibere regionali di recepimento del Piano nazionale di governo delle liste d’attesa (Pngla).

Ad esempio, le cifre ufficiali sui tempi di attesa fornite dall’Asst Spedali Civili per il mese di dicembre 2023 mostrano una realtà distorta. Mentre le attese dichiarate sembrano essere accettabili, la realtà è molto diversa. Le attese effettive per prestazioni come la mammografia bilaterale e la colonscopia superano di gran lunga quanto dichiarato, con tempi che possono arrivare fino a diversi mesi.

Le promesse di miglioramento non mancano, con l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, che assicura la fine delle liste d’attesa entro tre anni grazie all’implementazione di un Cup unico. Tuttavia, tali promesse sembrano distanti dalla realtà vissuta dai cittadini.

Secondo Nadia Lazzaroni della Fp Cgil, il problema principale risiede nella carenza di personale nelle strutture sanitarie. La mancanza di operatori sanitari sia nei pronto soccorso che negli ambulatori contribuisce all’allungamento delle liste di attesa. Le procedure per prenotare sono spesso complesse e macchinose, rendendo difficile per i pazienti più fragili accedere alle cure necessarie.

La discrepanza tra i tempi di attesa dichiarati e quelli effettivi è evidente. I dati pubblicati sui siti delle strutture sanitarie spesso non rispecchiano la realtà, con tempi di attesa molto più lunghi di quanto dichiarato. Questa discrepanza è stata confermata anche dalla Cgil, che ha evidenziato come i tempi dichiarati non corrispondano alla situazione reale.

In conclusione, la crisi delle prenotazioni mediche a Brescia rappresenta un problema persistente che richiede interventi immediati per migliorare l’accesso alle cure e ridurre le lunghe liste d’attesa che mettono a rischio la salute dei cittadini.

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