Con l’avvicinarsi della stagione turistica, Sirmione si trova ancora alla ricerca di una strategia efficace per affrontare il fenomeno dell’overtourism. L’eccessivo afflusso di visitatori, già emerso come criticità nazionale, continua a dividere amministrazione e categorie locali, senza che sia stato raggiunto un metodo condiviso di gestione.
Negli ultimi mesi, il Comune aveva avviato un confronto attraverso un tavolo d’indirizzo, coinvolgendo rappresentanti delle categorie economiche e delle minoranze politiche. Tuttavia, le recenti sperimentazioni sul campo hanno acceso nuove tensioni, soprattutto per le modalità con cui sono state introdotte alcune misure.
Tra queste, ha suscitato particolare discussione il sistema di accesso regolato davanti al Castello. È stato testato un percorso delimitato da transenne, organizzato a serpentina, che obbliga i visitatori a mettersi in coda, con l’obiettivo di gestire i flussi in ingresso nella penisola. Una soluzione che, però, ha ricevuto una netta bocciatura da parte di commercianti, residenti, trasportatori e operatori turistici.
Secondo le associazioni coinvolte, il problema principale risiede nell’efficacia dell’intervento. Le misure, sostengono, intervengono quando i flussi sono già arrivati in massa, senza incidere sulla gestione a monte degli accessi. Questo approccio viene ritenuto insufficiente per affrontare una criticità strutturale che richiederebbe invece interventi preventivi.
Parallelamente, l’amministrazione ha confermato alcune azioni previste nel piano a lungo termine. Tra queste, l’aumento delle giornate di pedonalizzazione e il blocco dei veicoli nella zona della Bagnera quando i parcheggi risultano saturi, con la possibilità di chiudere anche gli accessi principali da via Brescia-Verona in situazioni di particolare affluenza.
Nonostante ciò, le categorie economiche lamentano una distanza tra quanto discusso nei tavoli istituzionali e quanto effettivamente realizzato. Le associazioni hanno espresso “preoccupazione e contrarietà” per interventi ritenuti non condivisi, sottolineando come le soluzioni adottate non rispecchino le proposte emerse durante il confronto.
Un altro punto critico riguarda la comunicazione. Secondo i rappresentanti di commercianti e residenti, le modifiche operative, come l’introduzione delle corsie con transenne, sarebbero state attuate senza un adeguato preavviso, generando disorientamento tra operatori e cittadini.
Le conseguenze, secondo le associazioni, potrebbero essere rilevanti anche sul piano economico. Interventi non strutturali rischiano di incidere sull’equilibrio del sistema turistico locale, influenzando negativamente l’esperienza dei visitatori e l’attività delle imprese.
Alla base delle richieste delle categorie vi è la necessità di intervenire sulla gestione dei flussi all’origine. Limitare o regolare gli accessi prima dell’arrivo nel centro storico viene considerato un passaggio fondamentale, rispetto a soluzioni che agiscono solo nelle fasi finali del percorso turistico.
Il confronto tra le parti resta aperto, ma il clima appare teso. Le associazioni chiedono maggiore ascolto e un coinvolgimento reale nelle decisioni future, non escludendo la possibilità di abbandonare il tavolo d’indirizzo qualora le loro istanze non vengano recepite.
La questione dell’overtourism a Sirmione si conferma dunque complessa e ancora irrisolta. La sfida per l’amministrazione sarà trovare un equilibrio tra accoglienza turistica e sostenibilità urbana, in un contesto in cui le esigenze di residenti, lavoratori e visitatori devono necessariamente convivere.
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