Scuola a Brescia, calano gli studenti ma crescono i supplenti

Il nuovo anno scolastico si apre con circa 140mila iscritti e oltre 3mila docenti precari. Tra i principali ostacoli ci sono il calo demografico, le rinunce agli incarichi e le difficoltà economiche legate agli spostamenti

Insegnante Professore Maestro

Il nuovo anno scolastico a Brescia si apre con una fotografia caratterizzata da due fenomeni paralleli: da una parte il progressivo calo degli studenti dovuto alla riduzione delle nascite, dall’altra la presenza ancora elevata di personale precario nelle scuole del territorio.

Sono circa 140mila gli studenti bresciani che hanno iniziato il percorso scolastico nell’anno 2026-2027, dall’infanzia fino alle scuole superiori. Un numero che conferma una tendenza ormai consolidata: le nuove iscrizioni continuano a diminuire e il territorio si allontana dai livelli raggiunti negli anni in cui la popolazione scolastica superava quota 150mila.

Il dato non comprende ancora completamente gli studenti degli istituti professionali, per i quali le statistiche definitive non sono disponibili. Inoltre, durante l’anno scolastico il numero complessivo può variare a causa di trasferimenti, ritiri e abbandoni.

Il calo delle nascite rappresenta ormai uno dei principali fattori che influenzano l’organizzazione della scuola bresciana, con classi progressivamente meno numerose e nuove esigenze nella gestione degli istituti.

Oltre tremila supplenti nelle scuole bresciane

Nonostante la diminuzione degli studenti, resta rilevante il numero dei docenti che lavorano con contratti a tempo determinato. Secondo i dati dell’Ufficio scolastico territoriale, sono oltre 3mila i supplenti presenti nel sistema scolastico bresciano, una quota significativa rispetto a un organico complessivo di circa 15mila insegnanti.

La dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale Filomena Bianco ha spiegato che il nuovo anno è iniziato con un aumento delle assunzioni a tempo indeterminato, favorito dai concorsi collegati anche agli obiettivi del Pnrr.

Nonostante questo risultato, è stato comunque necessario procedere con numerose nomine temporanee. Sono circa 3mila le supplenze già assegnate, alle quali si aggiungeranno ulteriori incarichi nelle prossime settimane.

Secondo la dirigente, il lavoro degli uffici è proseguito per tutta l’estate e continuerà anche nei prossimi mesi, soprattutto per gestire le richieste ancora aperte relative al sostegno.

Il problema delle rinunce agli incarichi

Uno degli aspetti più complessi riguarda le numerose rinunce da parte degli aspiranti docenti convocati per un posto stabile. Questo fenomeno provoca continui scorrimenti delle graduatorie e la necessità di procedere con nuovi inserimenti.

Solo nella prima fase delle assegnazioni sono state registrate circa 300 rinunce al ruolo, con una parte consistente dei posti autorizzati che non è riuscita a essere coperta attraverso le procedure iniziali.

Tra le cause principali ci sono le difficoltà economiche legate al trasferimento. Il costo degli affitti, delle spese quotidiane e dei trasporti spinge molti candidati a rinunciare quando la sede assegnata è troppo distante dalla propria residenza.

Il problema riguarda in particolare la Lombardia, dove province come Brescia e Milano registrano una forte richiesta di personale scolastico ma anche maggiori difficoltà nel reperimento degli insegnanti.

Il peso dei costi per chi deve spostarsi

Le difficoltà economiche hanno avuto conseguenze anche sull’organizzazione degli incarichi. Per limitare gli spostamenti dei docenti impegnati su più sedi, l’Ufficio scolastico ha introdotto criteri più restrittivi nell’assegnazione degli spezzoni orari.

Gli accorpamenti delle ore di insegnamento non dovranno coinvolgere più di due comuni diversi, rispetto alla precedente possibilità di arrivare a tre. La scelta nasce dall’esigenza di ridurre i costi e i tempi di viaggio per il personale scolastico.

Nel frattempo continueranno gli scorrimenti delle graduatorie e le procedure di ripescaggio, una novità introdotta per assegnare più rapidamente i posti rimasti disponibili. Il meccanismo consente di riconsiderare le preferenze espresse dai candidati quando una sede richiesta resta libera.

Personale Ata e sostegno: altri nodi aperti

Le difficoltà non riguardano soltanto gli insegnanti. Anche il personale amministrativo, tecnico e ausiliario presenta criticità: nel Bresciano i posti di ruolo sono stati coperti solo in parte, mentre circa 700 lavoratori Ata risultano impegnati con supplenze annuali.

Un altro settore in crescita è quello del sostegno agli studenti con disabilità. Nel Comune di Brescia, i dati mostrano un aumento significativo delle necessità di assistenza scolastica.

Gli studenti seguiti con supporto dedicato sono passati da 265 a 830 nei due cicli scolastici, mentre le ore di assistenza sono cresciute da 4.807 a 11.914. Anche il numero degli studenti che richiedono il servizio di trasporto dedicato è aumentato, arrivando a 251.

Parallelamente, alcuni servizi scolastici comunali registrano una diminuzione degli utenti, come mense, prescuola e trasporto ordinario. Gli iscritti al servizio bus scolastico sono passati dai 7.846 del 2010-2011 agli attuali 6.621.

La scuola bresciana si trova quindi davanti a una doppia sfida: gestire una popolazione studentesca in calo e garantire continuità didattica in un sistema ancora fortemente dipendente dalle supplenze.

Redazione

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