La liberazione di Youssef Siher continua ad alimentare lo scontro politico tra maggioranza e opposizioni. Dopo le dure critiche rivolte alla gip di Milano dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e da altri esponenti del governo, arrivano le repliche del Partito democratico e di Alleanza Verdi e Sinistra, che contestano le dichiarazioni della premier e richiamano il principio dell’indipendenza della magistratura.
A intervenire è Alfredo Bazoli, senatore bresciano del Pd e vicepresidente del gruppo dem a Palazzo Madama, che accusa Meloni di mostrare un atteggiamento contraddittorio rispetto ai principi di autonomia dei giudici e di tutela delle garanzie costituzionali.
Bazoli: «La magistratura piace solo quando dà ragione alla destra»
Il senatore ha criticato duramente il commento della presidente del Consiglio sulla decisione della giudice milanese Tiziana Landoni, che non ha convalidato il fermo di Siher e lo ha rimesso in libertà.
«Eccola la “garantista” Giorgia Meloni, quella che in nome dell’indipendenza dei giudici dai pubblici ministeri aveva scritto la riforma della magistratura, eccola nuovamente a mostrare il suo vero volto: quello della destra allergica all’autonomia della magistratura, della destra insofferente alla tutela dei diritti e delle garanzie», ha dichiarato Bazoli.
Secondo l’esponente del Pd, la reazione della premier dimostrerebbe che l’indipendenza della magistratura viene sostenuta soltanto quando le decisioni giudiziarie coincidono con le aspettative della maggioranza.
Bazoli ha quindi richiamato l’importanza dell’equilibrio tra i poteri dello Stato, considerato un elemento essenziale del sistema democratico. «C’è davvero da preoccuparsi per questa visione delle istituzioni che di liberale non ha nulla», ha concluso.
Bonelli alla Camera: «Inaccettabile in uno Stato di diritto»
Sulla vicenda è intervenuto anche Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, che nell’Aula di Montecitorio ha chiesto alla presidente del Consiglio di riferire direttamente in Parlamento.
«Presidente, venga per il premier time. Oggi erano in previsione i question time, ma i ministri dell’Interno e dell’Ambiente hanno dato forfait. È giunto il momento che lei faccia il suo premier time», ha affermato il parlamentare.
Bonelli ha poi contestato le parole pronunciate da Meloni contro la magistratura dopo la liberazione di Siher, giudicando inaccettabile l’intervento della presidente del Consiglio nei confronti della decisione giudiziaria.
«Ci troviamo di fronte a una faziosità di chi oggi pensa di costruire un’Italia autoritaria, che prefigura un regime. Ascoltare che la presidente del Consiglio ci dica chi è colpevole e chi non lo è, è inaccettabile», ha dichiarato il deputato di Avs.
Il caso Siher diventa uno scontro istituzionale
La vicenda del ricercatore 30enne, indagato nell’inchiesta sul canale Telegram «Movimento 17 ottobre», ha così assunto una dimensione che va oltre il procedimento giudiziario.
Da una parte, gli esponenti della maggioranza contestano la decisione della gip e sollevano interrogativi sulle conseguenze per la sicurezza pubblica. Dall’altra, Pd e Avs difendono l’autonomia della magistratura e criticano le dichiarazioni della premier, ritenute lesive dell’equilibrio tra i poteri dello Stato.
La giudice milanese, nelle motivazioni del provvedimento, ha ritenuto che i contenuti pubblicati da Siher richiamassero forme di protesta e disobbedienza civile, senza ravvisare elementi sufficienti a sostenere le ipotesi accusatorie nella fase cautelare. La mancata convalida del fermo e la liberazione non costituiscono comunque una decisione definitiva sulla responsabilità dell’indagato.
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