Brescia, truffa a un’anziana: arrestato con 71.900 euro e gioielli

Brescia, arrestato un 44enne per una truffa ai danni di un’anziana: recuperati 71.900 euro in contanti e monili d’oro. Disposto il foglio di via per tre anni

Settantunomilanovecento euro in contanti e numerosi monili d’oro sottratti a un’anziana con la tecnica del falso appartenente alle forze dell’ordine. È il bottino recuperato dalla Squadra mobile di Brescia, che ha arrestato un uomo di 44 anni ritenuto responsabile di una truffa aggravata. Il sospettato è stato fermato subito dopo essere uscito dall’abitazione della vittima, mentre cercava di allontanarsi con una borsa contenente il denaro e i gioielli.

L’operazione, riportata il 26 ottobre 2026, ha consentito di interrompere il raggiro e di restituire alla legittima proprietaria tutti i beni recuperati. L’uomo, proveniente dalla Campania e già noto alle forze dell’ordine per episodi analoghi, è stato condotto nel carcere Nerio Fischione di Brescia.

La telefonata del falso carabiniere

Il piano sarebbe iniziato con una telefonata alla donna da parte di un uomo che si sarebbe qualificato come appartenente all’Arma dei carabinieri. Durante la conversazione, il sedicente militare avrebbe raccontato di una rapina commessa utilizzando un’automobile intestata al marito della vittima.

La notizia sarebbe stata utilizzata per creare allarme e convincere l’anziana della necessità di collaborare con le presunte verifiche investigative. Con questo pretesto, le sarebbe stato chiesto di raccogliere tutti i gioielli e il denaro contante presenti in casa, così da consentire un controllo sulla loro provenienza.

La richiesta, presentata come una procedura necessaria per escludere eventuali collegamenti con attività illecite, avrebbe indotto la donna a preparare i propri beni in attesa dell’arrivo di un incaricato.

Il complice si presenta alla porta e ritira il bottino

Poco dopo la telefonata, il 44enne si sarebbe presentato all’abitazione dell’anziana, dichiarando di essere un collaboratore del presunto carabiniere. In questo modo sarebbe riuscito a ottenere la consegna di una borsa contenente i monili preziosi e il denaro.

Il piano, tuttavia, era già seguito dagli investigatori della Squadra mobile, che avevano monitorato gli spostamenti dell’uomo fin dal suo arrivo in città.

Secondo la ricostruzione della polizia, gli agenti avevano iniziato a seguirlo quando era salito su un taxi nei pressi della stazione ferroviaria di Brescia. Il controllo dei suoi movimenti è proseguito fino al raggiungimento dell’abitazione della vittima e alla successiva uscita con la refurtiva.

Il 44enne è stato bloccato immediatamente dopo aver lasciato la casa, prima che potesse far perdere le proprie tracce. Nella borsa che aveva con sé sono stati trovati 71.900 euro in contanti e diversi oggetti d’oro, ritenuti il bottino appena sottratto all’anziana.

Recuperati denaro e gioielli, scatta l’arresto

Il tempestivo intervento degli agenti ha permesso di recuperare integralmente i beni e di riconsegnarli alla proprietaria. L’azione investigativa ha così impedito che il denaro e i preziosi venissero portati altrove o ulteriormente sottratti alla disponibilità della vittima.

Per il sospettato sono scattate le manette con l’accusa di truffa aggravata. Dopo l’arresto, l’uomo è stato trasferito nel carcere Nerio Fischione di Brescia, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Oltre al provvedimento penale, nei suoi confronti è stato disposto anche il foglio di via obbligatorio, con il divieto di fare ritorno nel Comune di Brescia per tre anni.

L’indagine si inserisce nell’attività di contrasto alle truffe che prendono di mira le persone anziane, spesso attraverso telefonate costruite per simulare emergenze giudiziarie o presunte indagini di polizia. In questi casi, i responsabili cercano di ottenere denaro e oggetti preziosi facendo leva sulla paura e sulla fiducia delle vittime nelle istituzioni.

La vicenda bresciana si è conclusa con il recupero dei beni e l’arresto del presunto responsabile. Le accuse contestate dovranno comunque essere accertate nel corso del procedimento giudiziario, nel rispetto della presunzione di innocenza.

Redazione

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