Le bollette dell’acqua sono destinate a diventare più care per le famiglie della provincia di Brescia. L’aggiornamento delle tariffe approvato dal Consiglio di amministrazione dell’Ufficio d’Ambito territoriale ottimale (Ato) definisce gli aumenti previsti fino al 2029, con percentuali diverse in base al gestore e al bacino tariffario di appartenenza.
La revisione interessa i Comuni serviti da A2A e quelli gestiti da Acque Bresciane. Le variazioni medie previste oscillano, a seconda del territorio e dell’anno considerato, tra il 3,92% e l’8,5%. La decisione dovrà essere sottoposta alle successive conferme istituzionali previste, con il passaggio alla Conferenza dei sindaci e al Consiglio provinciale.
Alla base degli adeguamenti ci sono l’aumento dei costi, l’aggiornamento del metodo tariffario nazionale e la necessità di sostenere un programma di investimenti destinato a migliorare il sistema idrico provinciale. Un percorso che, secondo i responsabili dell’Ato, punta soprattutto a intervenire sulle criticità della depurazione e sulle perdite delle reti.
Quanto aumenteranno le tariffe nei prossimi anni
Il piano tariffario distingue tra i 74 Comuni serviti da A2A e i 114 affidati ad Acque Bresciane. Per il primo gruppo, gli incrementi medi previsti sono pari al 7,5% nel 2026, al 7% nel 2027 e al 6% sia nel 2028 sia nel 2029.
Per i territori gestiti da Acque Bresciane, invece, l’aumento medio è dell’8,5% nel 2026, del 7% nel 2027, del 3,9% nel 2028 e del 3,92% nel 2029. Le percentuali non si tradurranno necessariamente nello stesso incremento per ogni utenza: il costo effettivo dipenderà anche dal bacino tariffario e dalle condizioni applicate nel singolo Comune.
Per rendere più comprensibile l’impatto sulle famiglie, l’Ato ha elaborato una simulazione relativa a un nucleo di tre persone che consuma 150 metri cubi d’acqua all’anno. I valori indicati sono al netto dell’Iva.
| Anno | A2A | Acque Bresciane |
|---|---|---|
| 2026 | 383 euro | 397 euro |
| 2027 | 410 euro | 425 euro |
| 2028 | 433,50 euro | 442,50 euro |
| 2029 | 459 euro | 459 euro |
Nel 2026, secondo le stime, la famiglia presa come riferimento spende quindi 383 euro nei Comuni serviti da A2A e 397 euro in quelli gestiti da Acque Bresciane. Nel 2029, per entrambe le tipologie di utenza considerate nella simulazione, la spesa annua raggiungerebbe 459 euro, sempre al netto dell’Iva.
Si tratta di importi indicativi riferiti a un profilo di consumo specifico, non di una tariffa uguale per tutte le famiglie. I costi individuali possono variare in funzione dei consumi e delle regole tariffarie applicate localmente.
Perché le bollette aumentano: il peso degli investimenti
Il presidente dell’Ufficio d’Ambito di Brescia, Paolo Bonardi, ha collegato gli aumenti alla necessità di sostenere un programma di opere particolarmente consistente. Il piano d’ambito originario prevedeva interventi per circa 1,5 miliardi di euro nell’arco temporale compreso tra il 2015 e il 2045. Per il quadriennio 2026-2029, invece, sono in fase di approvazione investimenti per circa 600 milioni di euro.
Secondo Bonardi, negli ultimi anni i costi delle opere sono cresciuti e la tariffa ha dovuto adeguarsi per garantire la realizzazione degli interventi programmati. La provincia presenta inoltre criticità che riguardano soprattutto la depurazione delle acque reflue e le perdite lungo le reti degli acquedotti.
Il presidente dell’Ato sottolinea che il finanziamento delle opere è legato anche alla necessità di affrontare le procedure d’infrazione europee e di migliorare l’efficienza complessiva del servizio. Ridurre le tariffe senza individuare risorse alternative, secondo Bonardi, rischierebbe di compromettere gli investimenti previsti.
Il tema riguarda quindi non soltanto l’importo delle bollette, ma anche la capacità delle infrastrutture di garantire un servizio adeguato e di limitare le dispersioni. Il sistema idrico provinciale richiede interventi su reti, fognature e impianti di depurazione, con ricadute economiche distribuite su più anni.
Il metodo tariffario e i conguagli dei gestori
L’aggiornamento delle bollette è legato anche alle disposizioni dell’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera). Il metodo tariffario considera diversi fattori, tra cui l’adeguamento dei costi sostenuti dai gestori e gli effetti dell’inflazione registrata nel periodo preso in esame, indicata nel 3,24%.
A incidere sono anche i conguagli relativi al biennio 2024-2025, cioè le somme che i gestori devono ancora recuperare attraverso il sistema tariffario. Per Acque Bresciane, il credito riferito al periodo considerato ammonta a 11 milioni di euro. Sommando le somme precedenti non ancora riconosciute, il totale arriva a quasi 40 milioni.
Per A2A, invece, il recupero complessivo indicato ammonta a 31 milioni di euro. Questi importi contribuiscono a spiegare la composizione degli adeguamenti tariffari, insieme agli altri costi riconosciuti dal sistema regolatorio.
Investimenti: risultati diversi per A2A e Acque Bresciane
I dati relativi alle opere realizzate nel biennio 2024-2025 mostrano risultati differenti per i due gestori. Acque Bresciane ha effettuato interventi per complessivi 101,16 milioni di euro, a fronte dei 111,45 milioni inizialmente programmati. Lo scostamento negativo è pari a 10,29 milioni, corrispondente al 9,2% in meno rispetto alle previsioni. Nel 2025, tuttavia, la società ha recuperato in parte il ritardo accumulato nell’anno precedente.
Per il quadriennio 2026-2029, Acque Bresciane dovrà affrontare un programma di investimenti pari a 335 milioni di euro. Il direttore dell’Ato, Marco Zemello, ha definito l’obiettivo impegnativo, evidenziando che la maggior parte delle risorse sarà finanziata.
Diverso il quadro relativo ad A2A: nel biennio 2024-2025 gli investimenti realizzati hanno raggiunto 180,37 milioni di euro, superando i 150,82 milioni previsti inizialmente. La differenza positiva è pari al 19,6%. Per il periodo dal 2026 al 2029, gli interventi programmati ammontano invece a 255,81 milioni di euro.
L’aggiornamento tariffario si inserisce dunque in una strategia di lungo periodo che punta a sostenere il rinnovamento delle infrastrutture e a migliorare la gestione delle risorse idriche. Per le famiglie bresciane, l’effetto immediato sarà una maggiore spesa per il servizio, mentre gli investimenti dovranno contribuire ad affrontare le criticità del sistema provinciale.
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