Brescia, inflazione al 3,9% a settembre: aumentano gas, luce e carburanti

I prezzi al consumo crescono dello 0,4% rispetto ad agosto e del 3,9% su base annua. A pesare maggiormente sono i costi dell’energia e dei trasporti, con il gas in aumento del 20,9%, l’elettricità del 18,3% e i carburanti del 27,2%.

spesa carrello supermercato

L’aumento del costo della vita continua a farsi sentire sulle famiglie bresciane, soprattutto attraverso le bollette domestiche e le spese per gli spostamenti. A settembre 2026, secondo i dati diffusi dall’Ufficio comunale di statistica, i prezzi al consumo a Brescia sono cresciuti del 3,9% rispetto allo stesso mese del 2025, mentre l’incremento rispetto ad agosto si è attestato allo 0,4%.

Il dato annuale rimane inferiore alla media nazionale, che ha raggiunto il 4,2%, ma conferma la pressione esercitata da alcune voci di spesa fondamentali per i bilanci familiari. Tra queste spiccano l’energia elettrica, il gas e i carburanti, che registrano rincari particolarmente significativi.

L’andamento dei prezzi mostra inoltre differenze marcate tra i diversi comparti: mentre abitazione e trasporti risentono degli aumenti più consistenti, il settore alimentare presenta una crescita più contenuta nel confronto annuale, pur con alcune categorie di prodotti interessate da forti rialzi.

Bollette più care: gas ed elettricità trainano i rincari

La principale spinta all’inflazione bresciana arriva dalle spese legate alla casa e alle utenze. La categoria che comprende abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili ha registrato un aumento del 12,1% rispetto a settembre 2025 e del 2,2% rispetto al mese precedente.

All’interno di questo comparto, i rincari più evidenti riguardano il gas e l’energia elettrica. Il gas ha segnato una crescita annua del 20,9%, accompagnata da un ulteriore aumento mensile del 5,5%. Per l’elettricità, invece, la variazione è stata del 18,3% su base annua e del 2,9% rispetto ad agosto.

Questi incrementi incidono direttamente sulle spese necessarie per il funzionamento delle abitazioni, dal riscaldamento all’utilizzo degli elettrodomestici. L’aumento dei costi energetici rappresenta quindi uno dei principali fattori che contribuiscono alla crescita complessiva dei prezzi nel territorio bresciano.

Le utenze domestiche si confermano una delle voci più esposte all’inflazione, con variazioni annuali che superano ampiamente l’indice generale del 3,9%.

Carburanti in aumento del 27,2%: cresce il costo degli spostamenti

Anche i trasporti contribuiscono in maniera rilevante alla dinamica inflazionistica. Il comparto ha registrato un incremento dell’8,6% rispetto a settembre dello scorso anno, sostenuto soprattutto dal rialzo dei prezzi dei carburanti.

Nel dettaglio, benzina e altri carburanti hanno segnato un aumento del 27,2% su base annua e del 5,3% rispetto ad agosto. Una variazione che può incidere in modo significativo sulle spese di chi utilizza quotidianamente l’automobile per raggiungere il luogo di lavoro, accompagnare i figli a scuola o svolgere altre attività.

L’impatto riguarda anche le famiglie che vivono in aree dove gli spostamenti in auto sono una componente importante della vita quotidiana. Il costo dei rifornimenti, sommato agli aumenti delle utenze domestiche, contribuisce a ridurre il margine disponibile per altre spese.

La crescita dei carburanti risulta particolarmente evidente se confrontata con quella di altre categorie di consumo e rappresenta uno dei maggiori incrementi registrati nell’indice dei prezzi di settembre.

Alimentari, ortaggi in forte rialzo e oli in calo

Nel comparto alimentare, la situazione appare più articolata. I prezzi dei prodotti alimentari e delle bevande analcoliche sono aumentati dello 0,9% rispetto ad agosto e dell’1% rispetto a settembre 2025.

Dietro questa variazione complessivamente contenuta si nascondono però andamenti differenti tra le singole categorie. Gli ortaggi hanno registrato un rincaro annuo dell’8,6%, con un aumento mensile ancora più marcato, pari al 9,1%.

All’opposto, gli oli e i grassi hanno evidenziato una diminuzione del 7,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Queste differenze mostrano come l’andamento dei prezzi alimentari non sia uniforme e come il costo della spesa possa variare in base ai prodotti acquistati.

Per il cosiddetto carrello della spesa, che comprende beni alimentari e prodotti per la casa e la cura della persona, l’incremento rilevato è stato dello 0,6% sia nel confronto mensile sia in quello annuale, secondo i dati diffusi dall’Ufficio comunale di statistica.

Servizi in calo sul mese, ma ancora più cari rispetto al 2025

Un andamento differente caratterizza il settore dei servizi. A settembre i prezzi hanno registrato una diminuzione dello 0,7% rispetto ad agosto, mentre il confronto con lo stesso mese del 2025 evidenzia una crescita del 2,5%.

Tra le voci che continuano a mostrare aumenti figurano i servizi relativi all’abitazione, in rialzo del 4% su base annua. Anche i servizi ricreativi, culturali e quelli legati alla cura della persona hanno registrato un incremento, pari al 2,7%.

La flessione mensile, pertanto, non si traduce in una diminuzione generalizzata dei prezzi rispetto all’anno precedente. Il comparto continua a presentare aumenti in diverse categorie, seppure con intensità inferiori rispetto a quelle osservate per gas e carburanti.

Gli acquisti frequenti sono quelli più colpiti

L’analisi dell’Ufficio comunale di statistica evidenzia inoltre una differenza legata alla frequenza degli acquisti. I beni e servizi acquistati più spesso, come alimentari, carburanti e affitti, hanno registrato un aumento del 5,2% su base annua.

Per i prodotti a media frequenza di acquisto, la crescita si è attestata al 4,3%, mentre per quelli acquistati più raramente l’incremento è stato decisamente più contenuto, pari allo 0,3%.

Il dato suggerisce che le famiglie possano avvertire con particolare intensità i rincari che interessano le spese ricorrenti, quelle che incidono con maggiore regolarità sul bilancio mensile.

Anche l’inflazione di fondo, calcolata escludendo energia e alimentari freschi, presenta un quadro differenziato: a settembre è diminuita dello 0,5% rispetto ad agosto, ma è rimasta in crescita dell’1,4% su base annua.

Nel complesso, i dati di settembre descrivono per Brescia un’inflazione inferiore alla media italiana, ma ancora sostenuta dai costi energetici e dai trasporti. Le variazioni più marcate riguardano proprio alcune delle spese più difficili da evitare per molte famiglie, mentre alimentari e servizi mostrano aumenti più contenuti e differenziati.

Redazione

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