Crisi Bresciangrana, gli allevatori chiedono garanzie: «No a speculazioni e multinazionali»

La commissione Agricoltura della Regione Lombardia ha affrontato le difficoltà dell’azienda di Cignano di Offlaga e le conseguenze per la filiera lattiero-casearia. Chiesto un tavolo regionale con il Governo e le associazioni di categoria. Lunedì scade il bando per l’affitto dell’attività.

Il futuro di Bresciangrana SpA e le conseguenze della crisi sul settore lattiero-caseario lombardo sono stati al centro di un’audizione della commissione Agricoltura della Regione Lombardia, presieduta da Floriano Massardi, esponente della Lega.

All’incontro hanno partecipato l’amministratrice delegata Serena Maurutto, una delegazione di conferenti, professionisti e clienti, oltre ai rappresentanti delle principali organizzazioni agricole, tra cui Coldiretti, Confagricoltura e CIA, e di Assolatte Lombardia.

Al centro del confronto le difficoltà finanziarie dell’azienda con sede a Cignano di Offlaga, le esposizioni debitorie e le ripercussioni economiche sugli allevatori che conferiscono il latte. A pesare ulteriormente è l’andamento sfavorevole dei prezzi alla stalla, che mette sotto pressione la sostenibilità economica delle aziende agricole coinvolte.

La richiesta di un tavolo regionale

Tra le proposte condivise durante l’audizione figura l’istituzione di un tavolo regionale permanente di confronto, con la partecipazione del Governo, delle associazioni di categoria e di tutti i soggetti della filiera.

L’obiettivo è accompagnare la ristrutturazione di Bresciangrana attraverso un percorso trasparente, tutelare i crediti dei produttori e individuare soluzioni capaci di garantire maggiore stabilità economica al comparto lattiero-caseario.

Il presidente della commissione, Floriano Massardi, ha sottolineato la vicinanza delle istituzioni agli allevatori in una fase caratterizzata da forti difficoltà finanziarie. Il confronto, ha spiegato, ha consentito di approfondire il progetto di ristrutturazione, ribadendo la necessità di salvaguardare gli interessi dei creditori e dei produttori di latte.

L’azienda punta sulla gestione ponte

L’amministratrice delegata Serena Maurutto ha illustrato le priorità della nuova fase gestionale, indicando nella tutela dei conferenti e nel recupero del valore aziendale i principali obiettivi.

Maurutto ha preso le distanze dalla precedente gestione, alla quale riconduce la crisi attuale, e ha dichiarato che sono ripresi i pagamenti pregressi destinati ai conferenti, mentre è stata garantita la continuità occupazionale dei dipendenti.

La società sta lavorando per individuare un soggetto che possa assumere temporaneamente la gestione attraverso il bando per l’affitto dell’azienda, la cui scadenza è fissata a lunedì 19 ottobre. L’aspettativa è raccogliere manifestazioni di interesse e creare le condizioni per ripristinare la piena operatività, compresi i depuratori, entro la fine dell’anno.

Coldiretti, Confagricoltura e CIA: priorità ai crediti

Le organizzazioni agricole hanno espresso preoccupazione per le conseguenze della crisi e chiesto interventi rapidi per evitare ulteriori danni alle imprese.

Coldiretti ha evidenziato la necessità di individuare una soluzione industriale credibile, capace di assicurare la continuità produttiva e il recupero integrale dei crediti arretrati degli allevatori. L’associazione ha inoltre sollecitato una posizione concreta delle istituzioni a difesa dei produttori.

Confagricoltura Lombardia e Brescia ha indicato nella tutela dei crediti delle aziende agricole una priorità imprescindibile. CIA Centro Lombardia ha invece richiamato l’attenzione sulle prospettive dei prossimi mesi, segnate dal rischio di una maggiore pressione dovuta alla sovrapproduzione di latte.

Secondo l’organizzazione, entro gennaio sarà necessario individuare operatori qualificati e finanziariamente solidi, in grado di gestire volumi di latte paragonabili a quelli lavorati durante lo scorso inverno.

Gli allevatori: «Il bando tuteli il territorio»

La preoccupazione maggiore riguarda il futuro delle aziende che per anni hanno conferito il proprio latte a Bresciangrana, facendo affidamento sulla continuità dell’attività industriale.

Gli allevatori chiedono che il bando per la gestione dell’azienda tenga conto del legame con il territorio e garantisca la tutela dei conferenti. La richiesta è evitare una vendita frammentata dei beni aziendali che, secondo i produttori, potrebbe favorire operazioni speculative e interessi di grandi gruppi multinazionali.

Tra le proposte avanzate figurano anche una maggiore aggregazione della filiera, il rispetto delle regole contro la vendita del latte sottocosto e l’attivazione di strumenti straordinari di credito per sostenere le imprese agricole durante la fase di transizione.

La Regione attende l’esito del bando

Giovanni Malanchini, consigliere regionale della Lega e promotore dell’audizione, ha evidenziato due elementi emersi dal confronto: le linee d’azione indicate dall’attuale amministrazione aziendale e il legame che continua a unire i conferenti a Bresciangrana, considerata una realtà importante per il territorio.

In attesa di conoscere l’esito del bando, Malanchini ha assicurato l’impegno a valutare gli strumenti regionali disponibili per sostenere la ripresa e a sollecitare l’attenzione del Governo sulle questioni di competenza nazionale.

Alla discussione hanno partecipato anche i consiglieri Carlo Bravo e Diego Invernici di Fratelli d’Italia, Marco Carra del Partito Democratico e Massimo Vizzardi del Gruppo Misto.

La scadenza del bando rappresenta ora un passaggio decisivo per il futuro di Bresciangrana e per le prospettive degli allevatori che attendono risposte concrete sui crediti, sulla ripresa produttiva e sulla continuità della filiera.

Redazione

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