Bonus Natale 2026, fino a 155 euro in più sulla pensione: ecco a chi spetta

A dicembre alcuni pensionati riceveranno un importo aggiuntivo di 154,94 euro insieme alla tredicesima. Il beneficio è destinato a chi percepisce pensioni e redditi bassi, ma per ottenerlo occorre rispettare precisi limiti economici. Ecco tutti i requisiti e cosa fare se il pagamento non arriva

Con l’avvicinarsi delle festività natalizie, per migliaia di pensionati italiani si prospetta un piccolo aumento dell’assegno di dicembre. Oltre alla tradizionale tredicesima, infatti, alcuni beneficiari potranno ricevere 154,94 euro aggiuntivi, una somma prevista dalla normativa per sostenere chi dispone di risorse economiche limitate.

Il contributo, spesso indicato come bonus di Natale, non rappresenta una nuova agevolazione introdotta per il 2026. Si tratta di una misura già esistente, che viene riconosciuta annualmente ai pensionati in possesso di determinati requisiti.

A richiamare l’attenzione su questa possibilità è stata anche la Cgil, sottolineando come diversi pensionati potrebbero non essere a conoscenza del beneficio.

Nella sola provincia di Brescia la misura potrebbe interessare fino a 40mila persone, secondo la stima riportata, anche se il diritto al pagamento deve essere verificato individualmente sulla base della pensione percepita e dei redditi disponibili.

Chi riceverà i 154,94 euro aggiuntivi a dicembre

Il contributo è rivolto ai titolari di trattamenti pensionistici che rispettano specifiche condizioni economiche. Non sarà quindi sufficiente essere pensionati per ottenere automaticamente l’importo.

Per il 2026, secondo i valori indicati, il bonus pieno di 154,94 euro spetta a chi percepisce una pensione non superiore a 611,85 euro mensili, corrispondenti a 7.954,05 euro annui considerando tredici mensilità.

È prevista inoltre una fascia intermedia nella quale l’importo aggiuntivo potrà essere riconosciuto soltanto in parte.

In particolare, quando la pensione supera i 611,85 euro mensili ma rimane entro 623,77 euro al mese, il beneficio potrà essere ridotto in funzione dell’importo pensionistico.

Superata quest’ultima soglia, equivalente a circa 8.108,99 euro annui, il contributo non sarà più riconosciuto.

Questi limiti riguardano l’importo della pensione, ma non esauriscono le condizioni necessarie per accedere all’agevolazione.

I limiti di reddito da rispettare nel 2026

Per ottenere il pagamento sarà necessario verificare anche il reddito complessivo del pensionato ed eventualmente quello del coniuge.

Le soglie riportate per il 2026 sono le seguenti:

Requisito Limite previsto
Pensione mensile per il bonus pieno 611,85 €
Pensione annua per il bonus pieno 7.954,05 €
Pensione mensile massima per il bonus parziale 623,77 €
Reddito personale annuo 11.931,08 €
Reddito complessivo annuo della coppia 23.862,15 €
Importo massimo del contributo 154,94 €

Per i pensionati coniugati devono essere rispettati sia il limite reddituale personale sia quello previsto per la coppia.

Di conseguenza, anche chi riceve una pensione inferiore alle soglie indicate potrebbe non avere diritto all’integrazione qualora possieda altri redditi che determinano il superamento dei limiti.

È importante inoltre ricordare che non tutti i trattamenti previdenziali e assistenziali rientrano nell’agevolazione: il diritto dipende anche dalla tipologia di pensione percepita.

Quando arriverà il bonus sulla pensione

Il pagamento è previsto insieme alla mensilità di dicembre e alla tredicesima, senza che sia necessario attendere un accredito separato.

Per chi soddisfa tutti i requisiti e ha una posizione reddituale regolarmente aggiornata, il riconoscimento avviene normalmente attraverso le verifiche effettuate dall’Inps.

La somma non costituisce un aumento permanente della pensione e non viene distribuita sulle dodici mensilità ordinarie.

I 154,94 euro rappresentano un’integrazione annuale, che può essere corrisposta per intero oppure in misura ridotta, a seconda delle condizioni economiche del beneficiario.

Per controllare l’effettiva presenza dell’importo, i pensionati potranno consultare il cedolino relativo a dicembre attraverso i servizi online dell’Inps oppure richiedere assistenza a un patronato.

Cosa fare se il bonus non viene pagato

Uno degli aspetti più importanti riguarda i casi in cui il contributo non venga accreditato nonostante la presenza dei requisiti.

Come evidenziato in passato dallo Spi Cgil di Brescia, alcune mancate erogazioni possono dipendere dall’assenza di informazioni aggiornate sui redditi del pensionato.

Quando l’Inps non dispone dei dati necessari per verificare il diritto al beneficio, il pagamento potrebbe non essere effettuato.

In queste circostanze sarà opportuno controllare la propria situazione previdenziale e reddituale.

Se il contributo risulta effettivamente spettante, ma non è stato riconosciuto, potrebbe essere necessario presentare una domanda di ricostituzione della pensione per motivi reddituali.

La procedura consente di richiedere il riesame della posizione e verificare la possibilità di ottenere le somme non corrisposte.

Per ricevere assistenza sarà possibile rivolgersi a un patronato, che potrà controllare la documentazione e individuare l’eventuale necessità di aggiornare i dati comunicati all’istituto previdenziale.

Perché esiste il bonus di Natale per i pensionati

L’origine dell’agevolazione risale alla legge 388 del 2000, che ha introdotto il contributo aggiuntivo a partire dal 2001.

La misura è stata pensata per sostenere i pensionati con redditi particolarmente contenuti, soprattutto coloro che non riescono a beneficiare pienamente delle detrazioni fiscali a causa della scarsa o nulla imposta dovuta.

Si tratta dei cosiddetti incapienti, una categoria di contribuenti per i quali le normali agevolazioni fiscali possono risultare poco efficaci.

Il legislatore ha quindi previsto un sostegno economico diretto, erogato in occasione della tredicesima mensilità.

Da questa coincidenza temporale deriva la denominazione popolare di bonus di Natale, anche se il nome tecnico della misura è importo aggiuntivo alla pensione.

Non bisogna confonderlo con altre agevolazioni o contributi straordinari destinati a lavoratori e famiglie, perché le condizioni di accesso e le modalità di pagamento sono differenti.

Un aiuto economico per i pensionati con assegni più bassi

Per chi percepisce una pensione vicina al trattamento minimo, l’integrazione di dicembre potrà rappresentare una disponibilità economica supplementare durante un periodo caratterizzato dalle spese legate alle festività e ai consumi invernali.

Il beneficio interesserà esclusivamente chi rientra nei parametri previsti e non comporterà modifiche strutturali all’importo della pensione ordinaria.

La verifica dei redditi e dell’importo pensionistico sarà quindi decisiva per stabilire se spettano tutti i 154,94 euro, una somma ridotta oppure nessun contributo.

I pensionati che ritengono di avere diritto all’integrazione potranno verificare il cedolino di dicembre e, in caso di mancato pagamento, chiedere una valutazione della propria posizione all’Inps o a un patronato.

Redazione

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