Brescia, sequestrati 640 kg di pesce senza tracciabilità: sospesa l’attività di congelamento

Ispezione della Guardia Costiera e dell’Ats in un grossista che rifornisce il Garda e il Bresciano. Bloccati altri 700 kg di prodotti lavorati per gravi carenze nelle procedure di sicurezza alimentare.

Seicentoquaranta chilogrammi di prodotti ittici sequestrati, altri 700 chili bloccati prima della commercializzazione e l’attività di congelamento sospesa. È l’esito di un controllo effettuato nel Bresciano nell’ambito dell’operazione “Stige”, coordinata dal Centro di controllo area pesca della Direzione marittima della Guardia Costiera di Venezia.

Le verifiche, inizialmente concentrate nei ristoranti delle principali località turistiche venete, si sono estese lungo la filiera di approvvigionamento fino al Lago di Garda. In provincia di Brescia, gli ispettori della Guardia Costiera, affiancati dal Servizio veterinario dell’Ats di Brescia, Distretto di Lonato, hanno controllato tre grossisti che riforniscono alberghi e ristoranti del territorio bresciano e gardesano.

Nel magazzino mancavano i dati sulla provenienza

Le irregolarità più rilevanti sono state riscontrate in una delle aziende ispezionate. Nelle celle frigorifere erano conservati circa 640 chilogrammi di pesce senza le informazioni necessarie a garantirne la tracciabilità.

La merce comprendeva totani, acciughe, salmoni, tonni pinna gialla, branzini, lavarelli, persici e stoccafisso. Mancavano dati fondamentali relativi alla tipologia dei prodotti, alla zona e al metodo di cattura, alle operazioni di lavorazione e trasformazione, oltre alle informazioni sulle date di produzione e scadenza.

Gli ispettori hanno disposto il sequestro dell’intero quantitativo e contestato al titolare una sanzione amministrativa di 2mila euro.

Bloccati altri 700 chili di prodotti già lavorati

Durante gli accertamenti sul ciclo produttivo sono emerse anche gravi carenze nelle procedure di lavorazione, considerate insufficienti a garantire la sicurezza degli alimenti.

Per questo motivo è stato disposto il blocco ufficiale di circa 700 chilogrammi di prodotti già lavorati e pronti per la vendita. Contestualmente, è stata sospesa l’attività di congelamento: la ripresa sarà possibile soltanto dopo l’approvazione di nuove procedure che assicurino il rispetto dei requisiti previsti per la lavorazione, la conservazione e la gestione delle scadenze.

Nella stessa azienda sono state rilevate anche irregolarità nella gestione dei rifiuti. Secondo quanto accertato, i materiali venivano conferiti all’isola ecologica comunale utilizzando gli stessi automezzi impiegati per trasportare il pesce. Per questa condotta il titolare è stato denunciato penalmente.

Altri sequestri tra le valli prealpine e il Basso Garda

L’operazione ha interessato anche un deposito utilizzato da venditori ambulanti attivi nelle vallate prealpine tra Lombardia e Trentino. Qui sono stati individuati 170 chilogrammi di prodotti ittici non più idonei alla vendita, successivamente avviati allo smaltimento. Al responsabile è stata contestata una sanzione di 2mila euro.

Ulteriori irregolarità sono state riscontrate in un magazzino cash & carry frequentato dai ristoratori del Basso Garda. Il controllo ha portato al ritiro di 240 chilogrammi di pesce scaduto o con etichettatura non conforme e a una sanzione amministrativa di 4mila euro.

Il bilancio: 1,8 tonnellate sequestrate e 20mila euro di multe

Nel complesso, l’operazione “Stige” ha coinvolto Veneto, Lombardia orientale, province autonome di Trento e Bolzano e provincia di Pordenone. Le 52 ispezioni effettuate hanno portato al sequestro di circa 1,8 tonnellate di prodotti ittici scaduti o non conformi alle norme sulla tracciabilità e sull’etichettatura.

Il bilancio comprende inoltre dieci sanzioni amministrative per un importo totale di 20mila euro. I controlli, condotti con il coinvolgimento dei comandi della Guardia Costiera di Venezia, Chioggia, Caorle e Jesolo, hanno interessato diversi anelli della filiera, dalla ristorazione ai grossisti, con l’obiettivo di verificare la provenienza degli alimenti e il rispetto delle disposizioni sulla sicurezza alimentare.

Redazione

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