Il Comune di Nave introduce una stretta contro la diffusione del cosiddetto “gas esilarante” tra i giovani. Il sindaco Matteo Franzoni ha firmato un’ordinanza che vieta la detenzione e l’utilizzo improprio del protossido d’azoto negli spazi pubblici e nelle aree considerate più sensibili, come parchi, scuole e zone vicine agli oratori.
Il provvedimento nasce dalla crescente attenzione verso un fenomeno che negli ultimi tempi ha interessato diversi territori: l’utilizzo del protossido d’azoto come sostanza ricreativa, inalata attraverso palloncini riempiti con il gas per ottenere effetti di euforia e alterazione delle percezioni.
L’obiettivo dell’amministrazione è limitare la presenza di bombole e contenitori utilizzati per lo “sballo” nei luoghi frequentati soprattutto da adolescenti e giovani.
L’ordinanza prevede sanzioni amministrative per chi non rispetta il divieto. Le multe possono variare da 25 a 500 euro, oltre al sequestro delle bombole contenenti la sostanza.
Nel caso in cui la persona coinvolta sia minorenne, il contenitore verrà ritirato e destinato alla distruzione. Inoltre, l’amministrazione prevede la comunicazione dell’accaduto alla famiglia del ragazzo.
Le segnalazioni che hanno portato al provvedimento
Alla base della decisione ci sono anche gli interventi effettuati nei mesi scorsi dalla Polizia Locale e dai Carabinieri. Durante alcuni controlli e sopralluoghi sul territorio comunale sono state trovate bombole di protossido d’azoto abbandonate o utilizzate insieme a palloncini destinati all’inalazione.
I ritrovamenti hanno riguardato aree pubbliche e luoghi accessibili alla cittadinanza, aumentando l’attenzione delle istituzioni locali sul possibile coinvolgimento dei più giovani.
Secondo l’amministrazione, l’utilizzo osservato non riguarda gli impieghi tradizionali del prodotto, che viene normalmente utilizzato in ambito medico e in altri settori autorizzati, ma un consumo finalizzato alla ricerca di effetti psicoattivi.
Cos’è il protossido d’azoto
Il protossido d’azoto è una sostanza conosciuta anche come gas esilarante per la sensazione di leggerezza ed euforia che può provocare dopo l’inalazione. In ambito sanitario viene utilizzato con finalità specifiche e controllate, ma negli ultimi anni si è diffuso anche un uso improprio come sostanza ricreativa.
La modalità più comune prevede il trasferimento del gas dalle piccole bombole all’interno di palloncini, dai quali viene poi inalato.
Gli effetti possono comprendere alterazioni della percezione, perdita di coordinazione, confusione e, nei casi più gravi, perdita di coscienza.
Un consumo frequente o prolungato può inoltre comportare conseguenze sulla salute, con possibili problemi neurologici, disturbi della sensibilità, debolezza muscolare e difficoltà nei movimenti.
A preoccupare le amministrazioni è soprattutto la facilità di reperimento del prodotto, che può trasformare una sostanza nata per utilizzi legittimi in un elemento di rischio se impiegata senza consapevolezza.
La risposta dei Comuni bresciani
Nave si aggiunge a una serie di amministrazioni della provincia di Brescia che hanno già adottato misure contro l’utilizzo del protossido d’azoto negli spazi pubblici.
Tra i primi Comuni a intervenire c’è stato Gardone Val Trompia, seguito poi da realtà come Mazzano, Nuvolento, Nuvolera, Rezzato e Sarezzo. Le ordinanze presentano differenze nei dettagli, ma condividono lo stesso obiettivo: impedire che bombole e strumenti per l’inalazione vengano utilizzati nei luoghi di aggregazione giovanile.
La linea comune delle amministrazioni è quella di proteggere soprattutto gli spazi frequentati dai minorenni, come parchi, scuole e oratori.
In assenza di un divieto nazionale specifico che regolamenti in modo uniforme questo tipo di utilizzo improprio, sono quindi i Comuni a intervenire attraverso ordinanze locali mirate.
La scelta di Nave rientra in un quadro più ampio di attenzione verso il fenomeno, con l’intento di prevenire comportamenti potenzialmente dannosi e aumentare la consapevolezza sui rischi legati all’uso ricreativo del protossido d’azoto.
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