Le “roste” erano diventate un problema: oltre ad essere un rifiuto speciale, rappresentavano un pericolo per la navigazione e ormai un residuo di un’attività vietata. Il processo di rimozione, avviato nello spazio acqueo di Sirmione e previsto per estendersi a Desenzano, è frutto di un’iniziativa regionale su sollecitazione del Wwf. Gli stessi pescatori che avevano installato queste strutture sono ora responsabili della loro rimozione, simbolo di un’epoca di pesca che, a causa delle restrizioni ambientali, vede il suo inevitabile tramonto.
La pesca nel Lago di Garda affronta un periodo di grave crisi, con la scomparsa di specie un tempo comuni e il divieto di ripopolamento per altre considerate alloctone. Le roste, pur facendo parte del “panorama” lacustre da secoli, sono diventate fonte di degrado ambientale. Abbandonate e a brandelli, queste strutture rilasciano nel lago materie plastiche, ferro e piombo, costituendo una minaccia sia per la fauna che per l’ecosistema lacustre.
Il Wwf ha sottolineato l’importanza di questa operazione, non solo per eliminare un pericolo fisico, ma anche come simbolo di un cambiamento necessario verso pratiche più sostenibili. “Una decisione drastica, ma puntuale”, hanno commentato, evidenziando l’urgenza di procedere fino in fondo per proteggere il lago e le sue specie.