In Italia, la pratica del congedo di paternità sta vivendo un momento di significativa trasformazione, segnata da un crescente coinvolgimento dei padri nella cura dei figli. Le ultime rilevazioni di Save the Children, elaborate sui dati forniti dall’INPS in occasione della Festa del Papà, evidenziano un marcato aumento dell’utilizzo di questa opportunità. A Brescia, ad esempio, il 74% degli aventi diritto sceglie di avvalersi del congedo, delineando un quadro di progressiva evoluzione verso una maggiore equità di genere nella gestione della cura familiare.
I protagonisti di questa trasformazione sono prevalentemente uomini di età superiore ai 30 anni, residenti nel Nord Italia, impiegati in aziende di medie e grandi dimensioni con contratti di lavoro a tempo indeterminato e con un reddito medio-alto. Questa tendenza riflette un cambiamento culturale e sociale profondo, orientato verso un maggior equilibrio nella distribuzione delle responsabilità genitoriali.
Dal 2013 al 2023, la percentuale di padri che hanno usufruito del congedo di paternità è più che triplicata, passando dal 19,25% al 64,02%. L’aumento dell’accesso al congedo è evidente in tutte le fasce di età e tipologie contrattuali, sebbene restino significative differenze legate al tipo di contratto di lavoro e alla dimensione dell’azienda. Il congedo di paternità, che nel 2012 prevedeva solamente un giorno obbligatorio e due facoltativi, oggi offre 10 giorni obbligatori e uno facoltativo, utilizzabili nei mesi circostanti la nascita del figlio.
In Lombardia, le province di Bergamo e Lecco registrano le percentuali più alte di utilizzo, con valori che superano l’80%, posizionandosi tra le più elevate a livello nazionale. Una distribuzione eterogenea, che vede comunque la maggior parte delle province lombarde con percentuali di utilizzo decisamente superiori alla media nazionale.
Nonostante questi progressi, persistono forti disuguaglianze nella fruizione del congedo, soprattutto tra i lavoratori a tempo determinato o stagionali, dove l’utilizzo è sensibilmente inferiore rispetto ai colleghi a tempo indeterminato. Questa discrepanza sottolinea l’importanza di promuovere politiche di supporto che incentivino un’equa distribuzione del congedo di paternità tra tutti i lavoratori, indipendentemente dal tipo di contratto o settore di impiego.
Giorgia D’Errico di Save the Children sottolinea l’importanza di sostenere e promuovere il coinvolgimento dei padri nella cura dei figli come strategia fondamentale per superare gli ostacoli che limitano l’ingresso e lo sviluppo professionale delle donne nel mondo del lavoro. L’obiettivo è una piena condivisione delle responsabilità genitoriali, che beneficia sia i bambini sia i genitori, contribuendo a creare una società più equa e inclusiva.