Il circolo di Legambiente del Basso Sebino ha recentemente presentato un esposto all’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) riguardo al controverso progetto “H2iseO”, che prevede l’implementazione di treni alimentati a idrogeno sulla linea ferroviaria Brescia-Iseo-Edolo. L’associazione ambientalista solleva preoccupazioni significative sulla regolarità delle procedure adottate e sull’impatto ambientale del progetto, chiedendo una sospensione dei lavori fino a nuovi accertamenti.
Il progetto “H2iseO”, inizialmente promosso come una soluzione eco-sostenibile per il trasporto regionale, sta ora affrontando un severo esame. Legambiente pone l’accento su vari aspetti critici, tra cui i criteri tecnici adottati per valutare l’effettiva contribuzione del progetto alla mitigazione dei cambiamenti climatici. Secondo l’organizzazione, non solo mancano prove concrete che il progetto eviti danni ad altri obiettivi ambientali, ma le modalità di produzione dell’idrogeno previste potrebbero anzi peggiorare la situazione.
I tre impianti di produzione dell’idrogeno, situati a Brescia, Iseo ed Edolo, utilizzano metano o biometano. Questo processo, nonostante l’uso di fonti parzialmente rinnovabili, comporta la produzione di CO2, elemento che contraddice gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra. Legambiente sostiene che tale modalità di produzione arrechi un danno ambientale significativo, minando le basi stesse dell’adozione dell’idrogeno come risorsa pulita.
L’associazione ha inoltre sollevato dubbi sulla trasparenza degli appalti e sull’effettiva utilità del progetto, mettendo in discussione sia la sicurezza delle infrastrutture proposte sia la loro reale efficacia nel promuovere una mobilità sostenibile. Il timore è che, dietro la facciata di un’innovazione verde, si nascondano pratiche non sostenibili e potenzialmente corrotte.