Il processo che ha tenuto banco a Brescia si è concluso con tre condanne e due assoluzioni, un caso doloroso di revenge porn che ha visto una dottoressa 40enne come vittima. Le sue foto intime, una volta private, sono state esposte senza il suo consenso, causandole la perdita del lavoro. Gli imputati, cinque in totale, erano accusati di aver diffuso video e immagini intime della donna attraverso il popolare servizio di messaggistica WhatsApp tra gennaio e febbraio 2020.
L’esito del processo ha visto una divisione tra condanne e assoluzioni: il principale imputato, un tempo amante della donna, è stato assolto. Nonostante le richieste della pubblica accusa di una condanna a due anni di reclusione, le indagini tecniche sul suo telefono non hanno mostrato tracce di invio dei video incriminati. Un altro imputato ha ricevuto l’assoluzione, anch’essa suggerita dalla pubblica accusa.
D’altro canto, le condanne sono state severe per gli altri coinvolti: l’ex calciatore del Brescia ha ricevuto una pena di un anno e sei mesi. Gli altri due imputati sono stati condannati rispettivamente a un anno e tre mesi e a un anno e quindici giorni di reclusione. Le motivazioni di tali sentenze saranno rese pubbliche entro novanta giorni, come stabilito dalla corte.