La chemioterapia, utilizzata per combattere il cancro al seno, porta frequentemente alla perdita dei capelli. Milena Ghirardotti, una delle pazienti coinvolte nello studio realizzato in collaborazione con Spedali Civili e Komen, ha sottolineato l’importanza di mantenere i propri capelli durante il trattamento, definendolo “il confine tra ricordarsi o meno di essere malati”. Il progetto offrirà a trenta donne chemioterapizzate delle protesi tricologiche avanzate, denominate “CNC” (Capelli Naturali a Contatto).
Rebecca Pedersini della Breast Unit dell’Ospedale Civile di Brescia ha evidenziato come l’alopecia indotta dalla chemioterapia sia praticamente inevitabile, con un’incidenza che varia tra il 90% e il 100% dei casi. Questo effetto collaterale scoraggia molte donne dal sottoporsi alle cure necessarie: secondo uno studio dell’Int di Milano, il 47% delle pazienti considera la perdita dei capelli l’aspetto più traumatico del percorso terapeutico, tanto che l’8% eviterebbe le cure per non dover affrontare questa esperienza.
Le protesi tricologiche CNC rappresentano una svolta significativa. A differenza delle parrucche tradizionali, queste protesi sono altamente personalizzate e realizzate interamente con capelli naturali non trattati, inseriti manualmente in una sottile membrana polimerica biocompatibile. Angelo D’Andrea, amministratore delegato di Crlab, ha spiegato che le protesi vengono prodotte nei laboratori di Zola Pedrosa, in provincia di Bologna, e permettono alle pazienti di vivere una vita normale: nuotare, legarsi i capelli e persino farseli tirare senza problemi.
La presentazione dello studio si è svolta a Brescia, con il sostegno di Regione Lombardia e Fondazione Comunità Bresciana. L’assessore regionale Simona Tironi e il presidente della fondazione Mario Mistretta hanno espresso il loro entusiasmo per poter aiutare le donne in una fase così delicata della loro vita.
Questo progetto, denominato “Onco Hair 2”, è alle fasi finali di approvazione delle valutazioni di tolleranza delle pazienti, e promette di migliorare significativamente la qualità della vita di molte donne sottoposte a chemioterapia.