Cittadini di Nave in rivolta contro il porta a porta integrale

Raccolte 1.320 firme per richiedere un sistema misto nella gestione dei rifiuti

Nave – I cittadini di Nave hanno depositato in municipio una petizione con 1.320 firme per opporsi alla raccolta dei rifiuti porta a porta integrale, prevista per il prossimo anno, chiedendo l’adozione di un sistema misto.

La decisione di adottare il sistema di raccolta rifiuti porta a porta integrale ha suscitato un acceso dibattito tra la popolazione di Nave. La petizione, firmata da 1.320 cittadini, è stata presentata al sindaco e alla Giunta comunale, chiedendo di rivalutare la scelta e considerare un approccio misto che includa il mantenimento di alcuni cassonetti.

La richiesta di un sistema misto prevede la raccolta porta a porta solo di plastica, vetro e carta, mantenendo i cassonetti per l’umido e l’indifferenziato, oltre ai cassoni del verde. Nicola Pedrali, capogruppo dell’opposizione Fare Nave, ha spiegato che questa soluzione consentirebbe di soddisfare le esigenze della comunità e di rispettare gli obiettivi di raccolta differenziata stabiliti dalla Regione Lombardia.

La petizione è nata spontaneamente dall’iniziativa di alcuni cittadini preoccupati per l’impatto che il sistema integrale potrebbe avere sulla gestione quotidiana dei rifiuti. Fare Nave sostiene che, con una gestione oculata, il sistema misto potrebbe comunque garantire un elevato livello di raccolta differenziata. Al momento, Nave ha raggiunto il 77,5% di raccolta differenziata, un risultato vicino all’obiettivo dell’83,3% da raggiungere entro il 2027.

L’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Franzoni, rimane ferma nella sua decisione di implementare il porta a porta integrale, in collaborazione con i comuni limitrofi per beneficiare delle economie di scala. Tuttavia, il Tar di Brescia ha recentemente annullato gli atti di gara per l’affidamento del servizio di gestione dei rifiuti, costringendo i comuni a rivedere i propri piani senza modificare la direzione intrapresa.

La comunità è divisa tra chi sostiene il cambiamento per un miglioramento a lungo termine e chi teme le difficoltà logistiche e pratiche. Pedrali ha sottolineato che, per raggiungere gli obiettivi prefissati, sarebbe utile introdurre sistemi di controllo più rigorosi, come l’uso di fototrappole e telecamere, e sanzioni documentate.

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

Investimento da oltre 40 milioni lungo la A4 Brescia-Padova: 26 impianti, accumulo energetico e meno...
Via libera definitivo al progetto edilizio a Brescia: giudicata legittima l’azione del Comune e la...
Inizio 2026 critico: venti sanzioni in pochi mesi per violazioni alle norme antincendio...

Altre notizie