Chiari, una città nel bresciano, vedrà presto l’impiego di cani antidroga grazie a un’iniziativa del sindaco Gabriele Zotti, che aveva annunciato tale misura durante la sua campagna elettorale.
Zotti aveva espresso preoccupazione per la diffusione di droga nelle scuole e nelle strade, soprattutto tra i più giovani, e ha deciso di agire concretamente. Questo approccio, senza precedenti per Chiari, segue l’esempio di altre città come Palazzolo, che ha già adottato l’uso di cani per il rilevamento di sostanze stupefacenti.
Il progetto è stato reso possibile grazie alla collaborazione con la Polizia Locale di Treviglio, nella provincia di Bergamo, che ha messo a disposizione un cane antidroga fino alla fine dell’anno. Tale collaborazione è stata formalizzata da un accordo siglato dal comandante della Polizia Locale di Chiari, Aniello Amatruda, e da Giovanni Vinciguerra, comandante della Polizia Locale di Treviglio. Il servizio, sebbene inizialmente sperimentale e occasionale, potrebbe diventare permanente, qualora ne venisse confermata l’efficacia.
L’unità cinofila sarà impiegata anche durante eventi pubblici importanti, come il Palio delle Quadre, con l’obiettivo di dissuadere potenziali spacciatori. Zotti, padre di tre figli, ha sottolineato l’importanza di proteggere le nuove generazioni dal fenomeno della droga, considerato una minaccia per il loro futuro.
Anche la minoranza consiliare ha accolto positivamente l’iniziativa, con il consigliere Marco Salogni che ha auspicato una collaborazione con altre città e una possibile estensione del progetto nel lungo periodo. Il sindaco ha già annunciato che nel 2025 potrebbe esserci un rinnovo del servizio, con l’eventuale aumento del personale della Polizia Locale.