Pedaggio sulla Corda Molle: sindaci in attesa di risposte dal governo

Protesta dei 25 Comuni interessati contro l’introduzione del pedaggio sull’infrastruttura, mentre il tempo stringe.

I 25 sindaci dei Comuni coinvolti dalla Corda Molle, infrastruttura di 30 chilometri che collega diverse aree nel bresciano, continuano a chiedere un confronto urgente con il governo per scongiurare l’introduzione del pedaggio. Dopo una lettera inviata a fine ottobre al ministro Matteo Salvini, responsabile del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), nessuna risposta è ancora arrivata, lasciando le amministrazioni locali senza dati o indicazioni utili per affrontare il problema.

Un silenzio che preoccupa

Il sindaco di Travagliato, Renato Pasinetti, rappresentante dei Comuni al tavolo tecnico del Broletto, ha confermato che, a oggi, non ci sono state convocazioni né informazioni aggiornate: “Tutto tace. Non abbiamo strumenti per avviare una trattativa senza conoscere i dati sul traffico”. Questa mancanza di riscontri ha alimentato delusione e frustrazione tra i sindaci, che ora valutano nuove azioni per farsi sentire.

I rischi per il territorio

Due sono le principali criticità evidenziate dai sindaci riguardo all’introduzione del pedaggio:

  1. Deviazione del traffico su strade secondarie: la Sp19, percorsa ogni giorno da 50.000 veicoli, potrebbe riversare parte del flusso su arterie già congestionate, come la tangenziale sud di Brescia, creando ulteriori disagi alla viabilità locale.
  2. Costi per i pendolari: il pedaggio costringerebbe i cittadini che utilizzano quotidianamente la Corda Molle a sostenere una spesa media di circa 800 euro all’anno, una condizione definita inaccettabile dalle amministrazioni locali.

Mobilitazione dei cittadini e incertezza politica

Il sindaco di Montirone, Filippo Spagnoli, ha lanciato una petizione online per fermare l’introduzione del pedaggio, che ha già raccolto quasi 14.000 firme. Tuttavia, gli stessi tecnici del Mit hanno ammesso che, nonostante la volontà politica del ministro Salvini, non sarà possibile intervenire sulle concessioni per almeno un anno e mezzo. Questo lascia aperta la possibilità che il pedaggio resti in vigore fino alla metà del 2026.

Prospettive incerte

Con la Corda Molle ormai completata e il rischio imminente che i portali del free flow vengano attivati per il pedaggio, i sindaci chiedono un intervento urgente da parte del governo. La mancata collaborazione con il Mit e l’assenza di dati concreti ostacolano qualsiasi trattativa costruttiva, lasciando il territorio in una situazione di stallo.

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