Brescia, boom di divorzi: aumentati del 74% in dieci anni

Matrimoni in calo e famiglie sempre più frammentate: una trasformazione sociale con impatti economici

Brescia, tra città e provincia, registra un cambiamento radicale nel panorama familiare e sociale. Dal 2013 al 2023, i divorziati sono aumentati quasi del 74% , passando da meno di 30mila a circa 52mila persone. Questi numeri evidenziano una tendenza che riflette l’evoluzione delle relazioni nella società moderna.

I numeri: un fenomeno in crescita

Secondo i dati elaborati da Adico sulla base delle rilevazioni Istat , l’aumento dei divorzi è particolarmente significativo se confrontato con la variazione della popolazione , che nello stesso decennio è cresciuta solo dell’1,46%. Le altre categorie sociali, come celibi, nubili, sposati e vedovi, hanno registrato variazioni minime, inferiori al 5%. Parallelamente, le persone coniugate sono diminuite di circa 29mila unità (-4,9%), mentre celibi e nubili sono aumentati di oltre 24mila (+4,6%).

Le cause: lockdown e individualismo

Il presidente di Adico , Carlo Garofolini, attribuisce parte del fenomeno a fattori legati al lockdown durante il periodo Covid . “Stare tanto a casa con il partner ei figli ha fatto emergere contrasti e dissapori spesso latenti” , spiega. Tuttavia, altre cause più strutturali contribuiscono al trend: l’influenza dei social media, che possono amplificare dinamiche di crisi, e una crescente esaltazione dell’individualismo nella società.

L’Istat conferma che il cambiamento delle relazioni è legato anche alla posticipazione della formazione della famiglia , spesso subordinata a fattori economici come la sicurezza lavorativa, la stabilità del reddito e l’acquisto di una casa. Questi fattori, combinati, portano a matrimoni più tardivi e, in molti casi, più fragili.

Conseguenze economiche e sociali

La crescita del numero di divorziati si accompagna a un fenomeno parallelo: l’aumento della solitudine . L’indice di vecchiaia nella provincia di Brescia è passato da 123 a 170 negli ultimi dieci anni, segno di una popolazione sempre più anziana e con minori legami familiari stabili. Questo ha implicazioni economiche rilevanti: vivere da soli comporta una spesa mensile maggiore rispetto alla vita in coppia, con tempi di risparmio tra i 350 ei 550 euro per nucleo familiare.

Inoltre, chi affronta un divorzio deve fare i conti con spese legali e, spesso, con assegni di mantenimento a lungo termine, aggravando ulteriormente le difficoltà economiche. Nonostante i bonus governativi puntino a sostenere la natalità e le famiglie, i nuclei monofamiliari rimangono spesso esclusi da queste agevolazioni.

Un futuro incerto

La combinazione di alti tassi di divorzio, bassa natalità e frammentazione familiare evidenzia una crisi strutturale nelle relazioni sociali ed economiche. Secondo Garofolini, chi non affronta il cambiamento rischiando di vivere in un contesto di crescente precarietà. “Il cambiamento sociale è inevitabile, ma se non lo si cavalca, le conseguenze saranno sempre più pesanti” , concludono.

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