Operazione Pettirosso: oltre cento denunce nel Bresciano contro il bracconaggio

Oltre 100 denunce e 1.400 uccelli sequestrati nell’Operazione Pettirosso, un passo importante nella lotta al bracconaggio nel Bresciano.

La nuova “Operazione Pettirosso”, condotta dai carabinieri forestali del reparto Soarda, ha portato a oltre cento denunce e quattro arresti nel Bresciano in meno di un mese, rivelando un sistema diffuso di bracconaggio e uccellagione. Tra maltrattamenti animali, catture illegali e violazioni delle normative sulle armi, l’intervento si conferma cruciale nella lotta contro l’illegalità venatoria.

Valcamonica, epicentro dell’illegalità

La Valcamonica è stata al centro di numerosi interventi. Tra i casi più significativi:

  • Breno: un comandante della polizia locale è stato denunciato per detenere decine di uccelli da richiamo catturati illegalmente, molti dei quali con anellini contraffatti. Un tordo con le ali tarpate ha aggravato le accuse per maltrattamento di animali.
  • Esine: sequestri di uccelli da richiamo e trappole per uccellagione in un orto recintato.
  • Artogne: un bracconiere è stato sorpreso in una tesa di archetti, mentre in un garage sono stati trovati lucherini e frosoni, specie protette, insieme a reti illegali.

Sequestri e arresti

Quattro arresti sono scattati, tra cui quello di un uomo a Idro trovato con un fucile di origine illegale. Altrove, un commerciante di uccelli di Adro è stato denunciato per il possesso di esemplari di provenienza clandestina, e uno dei suoi fornitori è stato fermato in flagrante con reti illegali lunghe 60 metri.

Tra gli altri casi:

  • A Graticelle di Bovegno, un bracconiere gestiva una tesa con 89 mini tagliole (“sep”) e altre 56 erano pronte nello zaino. Aveva già catturato 22 pettirossi in un solo giorno.
  • A Cerreto di Bagolino, un cacciatore deteneva nel congelatore decine di uccelli protetti spennati e usava richiami vivi fuorilegge.

I numeri dell’Operazione Pettirosso

Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati:

  • 1.400 uccelli morti e oltre 1.000 vivi di provenienza illegale.
  • 1.029 trappole, 153 reti da uccellagione, 98 armi da fuoco e oltre 17.000 munizioni.

Il contributo dei volontari

L’operazione ha visto la collaborazione di organizzazioni ambientaliste come Cabs, Lipu, Lac, Wwf, Nogez, Legambiente e Fare ambiente, che hanno supportato le forze dell’ordine nel monitoraggio e nei blitz.

Conclusione

L’Operazione Pettirosso rappresenta un duro colpo al bracconaggio nel Bresciano, un fenomeno radicato che richiede interventi coordinati e continui. I numeri e i risultati ottenuti confermano l’importanza di un’azione decisa contro questa forma di illegalità, che danneggia gravemente la fauna protetta e l’ecosistema.

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