Strage di Piazza Loggia: Donatella Di Rosa irreperibile, testimonianza rinviata

L’udienza del processo contro Marco Toffaloni registra un altro rinvio, ma le prove fotografiche restano centrali.

Il processo per la strage di Piazza della Loggia, in cui Marco Toffaloni è accusato di essere uno degli esecutori materiali, ha registrato ieri un ulteriore rinvio. Donatella Di Rosa, nota alle cronache come “Lady Golpe”, non si è presentata in aula per la testimonianza prevista con accompagnamento coattivo, disposto dal presidente del tribunale per i minori, Federico Allegri.

Già assente a una precedente udienza, la donna aveva giustificato la sua mancata presenza tramite PEC, adducendo motivi di salute, ma senza fornire riscontri verificabili. Non essendo reperibile, il magistrato ha disposto ulteriori ricerche, coinvolgendo anche il figlio residente a Brescia, ma senza successo. La testimonianza è stata quindi rinviata al 9 gennaio, con il rischio che il processo debba proseguire senza il contributo della testimone.

Il ruolo di Di Rosa e il generale Giraudo
La figura di Donatella Di Rosa è centrale in questa vicenda non solo per la sua testimonianza, ma anche per il presunto legame con il generale Massimo Giraudo, investigatore chiave nel caso della Strage. Di Rosa avrebbe dichiarato in passato che Giraudo avrebbe cercato di influenzarla per confermare dichiarazioni di un’altra testimone ritenuta cruciale. Una lettera da lei inviata al tribunale e ad alcuni organi di stampa sembra alimentare ulteriori ombre su questa dinamica, ma resta da vedere se tali elementi emergeranno nelle prossime udienze.

Le fotografie: una prova contesa
Nonostante l’assenza di Di Rosa, l’udienza non è stata priva di sviluppi. Uno degli elementi principali presentati dall’accusa è una fotografia che ritrae un individuo in Piazza della Loggia nelle ore successive all’attentato del 28 maggio 1974, compatibile, secondo l’accusa, con Marco Toffaloni. La difesa contesta questa prova, sostenendo che i tratti somatici non coincidono e attribuendo le differenze a condizioni di luce nelle varie immagini analizzate.

Manlio Milani, presidente della Casa della Memoria, era tra i presenti in aula, testimoniando ancora una volta il profondo impatto che questa vicenda continua ad avere sulla comunità.

Prossimi passi
Il processo entra ora in una fase decisiva, con la discussione finale sempre più vicina. L’assenza di Donatella Di Rosa, se dovesse protrarsi, potrebbe complicare ulteriormente il quadro, ma non rallenterà un procedimento che punta a far luce su uno degli eventi più tragici della storia recente italiana.

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