Migliorano, seppur lentamente, le condizioni della bambina di tre anni ferita da un colpo di pistola a Gardone Valtrompia. Ricoverata dall’1 gennaio all’ospedale Giovanni XXIII di Bergamo, la piccola resta in terapia intensiva, ma i medici hanno ridotto la sedazione, segnalando i primi segni di autonomia.
Il tragico incidente è avvenuto nel pomeriggio di Capodanno, quando un proiettile partito accidentalmente da una pistola calibro 9×21 legalmente detenuta dal padre ha colpito la bambina in volto. La pistola, una Beretta semiautomatica, sarebbe stata lasciata su un comodino della camera da letto. Al momento dell’incidente, la bambina si trovava nella stanza con la sorella maggiore.
Le indagini in corso
I carabinieri, coordinati dalla procura di Brescia, stanno ricostruendo l’esatta dinamica dell’accaduto. Dalle prime informazioni, sembra che l’arma fosse carica e con il colpo in canna, una misura precauzionale adottata dal padre per timore di intrusioni. Tuttavia, la pistola non era custodita in un luogo sicuro.
Gli investigatori stanno cercando di accertare chi abbia maneggiato l’arma e come sia potuto partire lo sparo. I genitori della bambina sono stati iscritti nel registro degli indagati per lesioni colpose e omessa custodia di arma, un atto dovuto per consentire le necessarie verifiche.
Prospettive future
Nonostante le condizioni restino critiche, la risposta positiva alle cure rappresenta un primo passo verso la speranza. I medici monitorano attentamente l’evoluzione del quadro clinico, consapevoli che sarà necessario del tempo per valutare l’entità dei danni provocati dal proiettile.
L’intera comunità segue con apprensione l’evolversi della vicenda, nella speranza di un completo recupero della bambina e con la consapevolezza della necessità di maggiori precauzioni nella gestione delle armi in ambiente domestico.