Il rifugio «I pelosi della Bassa» si trova in una situazione di emergenza che potrebbe portare alla sua chiusura. La struttura, che accoglie attualmente oltre 40 animali, rischia di essere privata della sua licenza a causa di un’imposizione della ATS (Agenzia di Tutela della Salute) legata alla mancanza di un parchetto esterno ai box, come previsto dalla legge regionale. Nonostante gli sforzi per adattarsi alle normative, i volontari e la direzione del rifugio sono preoccupati per il futuro dei cani che vi risiedono, molti dei quali provengono da situazioni di abbandono e maltrattamento.
Mara Andreoletti, presidente e responsabile della struttura, spiega che, a causa delle caratteristiche del rifugio e delle limitazioni dello spazio, non è possibile realizzare un parchetto esterno. Tuttavia, il rifugio ha adottato diverse soluzioni alternative per garantire il benessere degli animali. Le ampie finestre che si estendono per 35 metri lungo due lati del rifugio assicurano un buon ricambio d’aria e una luce naturale sufficiente. Inoltre, gli animali hanno accesso a due aree recintate, dove possono correre e giocare almeno due volte al giorno, e ogni cane viene portato quotidianamente in passeggiata dai volontari. Nonostante questi sforzi, le richieste di incontro con l’ATS per discutere possibili deroghe sono rimaste senza risposta.
Oltre al rischio di chiusura, il rifugio ha ricevuto una multa di oltre mille euro dalla ATS. I volontari e la direzione del rifugio fanno notare che, prima del loro subentro, la struttura era stata considerata idonea dalla stessa ATS, che aveva concesso il codice struttura alla gestione precedente. Questo solleva dubbi sull’interpretazione delle normative e sull’applicazione di una regola che, a loro parere, è stata applicata in modo eccessivamente rigido e discriminatorio. Inoltre, sottolineano che il 90% delle strutture simili nella provincia di Brescia ha ottenuto il codice senza il requisito del parchetto esterno.
I volontari si rivolgono ora alla comunità, chiedendo un supporto concreto. «Non possiamo permettere che questa decisione diventi una condanna per i nostri cani», dichiarano. Ogni animale ospitato nel rifugio ha una storia di sofferenza e abbandono, e la struttura è il loro unico rifugio sicuro. Pertanto, fanno un appello a tutte le associazioni animaliste e ai cittadini, chiedendo di inviare messaggi all’ATS per sollecitare una deroga e di intervenire con il sindaco affinché venga emessa un’ordinanza che possa sospendere l’eventuale sgombero, fino a quando non verrà chiarita la situazione con l’ATS.