La Real Desenzanese, storica realtà calcistica di Desenzano, è stata costretta a sospendere la propria attività sportiva dopo essere stata intimata a lasciare il campo di Montecroce, che aveva in gestione dal 2020. La decisione del Comune ha avuto conseguenze devastanti per la società, che si è vista privare della possibilità di continuare a operare, con un impatto che ha toccato non solo la prima squadra ma anche i giovani calciatori.
Giancarlo Giovinazzo, ex dirigente della Real Desenzanese, racconta con amarezza come la decisione sia arrivata come un fulmine a ciel sereno. Nel mese di agosto 2023, il Comune di Desenzano ha adottato una delibera che ha disposto la sospensione della concessione per l’uso del campo Montecroce. “Il 20 agosto è stata adottata la delibera e il 27 dello stesso mese ci è arrivata una pec che intimava di consegnare le chiavi entro 72 ore,” spiega Giovinazzo. “Non avevamo più alcuna possibilità di rimanere, perché il campo doveva essere destinato alla costruzione del nuovo ospedale. Ma ciò che ci ha sorpreso è che l’impianto è stato poi assegnato al Calcio Desenzano.” Questo ha segnato la fine di un progetto che aveva coinvolto circa cento tesserati, inclusi 70 bambini, che ora si trovano senza una squadra e senza un luogo dove allenarsi.
L’amministrazione comunale ha giustificato la propria decisione come una questione strettamente tecnica e non politica. Pietro Avanzi, assessore allo Sport, ha spiegato che la gestione del campo Montecroce era subordinata alla realizzazione di alcune opere che non sono state completate. “Abbiamo agito a norma di legge, non avendo la società rispettato le prescrizioni, non potevamo fare altrimenti,” ha dichiarato Avanzi. La situazione ha portato la Real Desenzanese in tribunale, con il Comune che ha chiesto l’escussione della fideiussione di circa 9.000 euro. Il giudice ha dato parzialmente ragione al Comune, stabilendo un saldo parziale in relazione ai lavori non eseguiti dalla società.
La concessione del campo Montecroce sarebbe dovuta scadere nel 2024, con possibilità di proroga fino al 2027. Tuttavia, il Comune non ha riconosciuto i lavori effettuati dalla Real Desenzanese durante il periodo della pandemia, sebbene alcune opere, per un valore di circa 69.000 euro, fossero state completate. “Avevamo presentato un programma per completare i lavori in concomitanza con la proroga della concessione, ma la risposta è stata lo sfratto, nonostante gli uffici comunali dicessero che i lavori non erano più necessari per il progetto del nuovo ospedale,” ribatte Giovinazzo.
L’ex presidente della Real Desenzanese, Rino Berardi, ha scritto una lettera al Comune esprimendo il proprio disappunto per la gestione della situazione. “Ci saremmo aspettati un minimo di considerazione. Era sufficiente che l’intenzione di annullare il contratto fosse comunicata con anticipo, e non alla fine di agosto,” scrive Berardi. Giovinazzo aggiunge: “Avevamo già ordinato magliette, kit e iscritto le squadre ai campionati. Ci hanno fatto sgomberare in soli tre giorni, uccidendo un progetto di calcio sociale che per noi era molto importante. I primi due anni non abbiamo fatto pagare le rette, aiutando economicamente bambini e famiglie in difficoltà.”
Nel frattempo, il campo Montecroce rimane in attesa, sospeso tra le promesse di un futuro legato alla costruzione del nuovo ospedale. Non è ancora chiaro cosa accadrà a quell’impianto sportivo, che per anni ha rappresentato una risorsa fondamentale per la comunità calcistica di Desenzano.