Navezze, da capitale dello spiedo a crocevia del traffico di droga

Scoperto a Navezze un traffico internazionale di cocaina: la storica trattoria "Il Magher" usata come base logistica dai narcos. Inchiesta e arresti.

Un’inchiesta dei colleghi di BresciaOggi svela il ruolo strategico della frazione di Gussago nel traffico internazionale di stupefacenti: la trattoria “Il Magher” usata come base operativa dai narcos.

Un cambiamento inaspettato

Navezze, frazione di Gussago (Brescia), è nota da secoli per i suoi mulini a vento del Quattrocento e, più recentemente, per essere la patria dello spiedo bresciano, piatto simbolo della tradizione culinaria locale. Tuttavia, dietro l’immagine di borgo legato alla gastronomia, si nascondeva un’attività ben diversa: la frazione era diventata un centro nevralgico per il traffico internazionale di droga.

La scoperta è emersa grazie a un’inchiesta della Polizia di Stato, che ha portato alla luce un sofisticato sistema di importazione e distribuzione della cocaina, gestito da un’organizzazione criminale perfettamente integrata nel tessuto sociale locale.

La trattoria “Il Magher”: da simbolo dello spiedo a base dei narcos

Fulcro delle operazioni era la storica trattoria “Il Magher”, una delle più rinomate di Gussago, dove lo spiedo e il vino erano un’istituzione. Chiusa da alcuni mesi, il locale è stato utilizzato dai trafficanti come punto di riferimento per i corrieri.

L’area di sosta accanto alla trattoria e un piccolo magazzino nelle vicinanze servivano per il deposito, la pesatura e il pagamento della merce. Le telecamere di sorveglianza installate dalla polizia tra giugno 2022 e novembre 2023 hanno permesso di raccogliere prove decisive per identificare i membri della rete criminale.

Il modus operandi della rete di narcotraffico

Il traffico funzionava con un sistema lineare ed efficace. La cocaina arrivava a Navezze in ingenti quantità, anche 30 chili per volta, grazie a corrieri con furgoni immatricolati in Polonia o autovetture di lusso con targhe tedesche. Una volta scaricata, la droga veniva distribuita attraverso due canali principali:

  • Un’utilitaria guidata da una donna, descritta dal Gip come avente un “ruolo ancillare” nell’organizzazione.

  • Un Fiat Doblò utilizzato per il trasporto verso il vero e proprio deposito logistico, situato in via Briggia.

Dopo aver portato a termine le operazioni, i membri dell’organizzazione, in gran parte di origine calabrese, tornavano tranquillamente nella trattoria, confondendosi tra i clienti abituali.

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