Ancora un allarme al Cfp Zanardelli di Brescia, dove nella mattinata di lunedì è stato spruzzato dello spray al peperoncino all’interno dell’edificio scolastico, precisamente in un corridoio situato al terzo piano. Si tratta del secondo episodio in meno di un mese, dopo quello avvenuto lo scorso 21 marzo, che aveva già destato preoccupazione tra genitori e personale scolastico.
Nonostante l’allarme, non si registrano gravi conseguenze per gli studenti presenti nell’area interessata, anche se alcuni di loro hanno lamentato lievi difficoltà respiratorie. Come misura precauzionale, le aule più vicine sono state immediatamente evacuate, mentre l’istituto ha attivato le procedure di emergenza per garantire la sicurezza di alunni e docenti.
Sul posto sono intervenuti tre ambulanze, un’auto medica e una squadra dei Vigili del fuoco, a supporto delle operazioni di evacuazione e messa in sicurezza dei locali. Presente anche la Polizia di Stato, che ha avviato un’indagine per identificare i responsabili del gesto, giudicato grave e potenzialmente pericoloso per l’incolumità degli studenti.
L’uso improprio dello spray urticante in ambienti chiusi come scuole e mezzi pubblici è un fenomeno che, negli ultimi anni, ha attirato l’attenzione delle autorità, spesso legato a gesti dimostrativi o bravate giovanili che possono però causare conseguenze anche serie. Nel caso del Cfp Zanardelli, il ripetersi dell’episodio sottolinea l’urgenza di adottare misure preventive più efficaci e di promuovere una maggiore sensibilizzazione tra i giovani sui rischi legati a questi comportamenti.
La dirigenza dell’istituto ha ribadito il proprio impegno per garantire la sicurezza della comunità scolastica, collaborando con le forze dell’ordine per fare chiarezza sull’accaduto. Nel frattempo, si stanno valutando interventi di sorveglianza e controllo all’interno della scuola, compreso il possibile rafforzamento dei sistemi di monitoraggio degli accessi.
L’accaduto rilancia anche il tema della gestione delle emergenze negli edifici scolastici e della prevenzione di episodi di disturbo o violenza legati all’uso di sostanze irritanti, che negli ultimi anni hanno provocato evacuazioni in diversi istituti italiani.