Maxi-sequestro nel settore edile: confiscati beni per milioni di euro nell’ambito dell’operazione “Pecunia Olet”, coordinata dalla Procura di Bergamo e dalla Direzione distrettuale antimafia di Brescia. Il provvedimento colpisce il patrimonio di quattro imprenditori già condannati in primo grado per riciclaggio, ai quali sono stati sequestrati 12 appartamenti e altrettante autorimesse, per un valore complessivo di poco inferiore ai 2 milioni di euro.
Il blitz è scattato nella giornata di lunedì grazie a un’azione congiunta della Squadra mobile della Questura e del Nucleo Pef della Guardia di Finanza di Brescia, che hanno dato esecuzione al sequestro preventivo disposto dalla Corte d’Appello, su richiesta della Procura. Il nuovo blocco patrimoniale si aggiunge ai circa 4 milioni già sottoposti a vincolo nelle fasi precedenti dell’indagine.
Al centro dell’inchiesta denominata “Pecunia Olet” vi è un complesso sistema di trasferimento illecito di capitali, che ha avuto come snodi fondamentali San Marino, la Svizzera e Panama. Le somme in questione, frutto di reati fiscali e fallimentari, sarebbero state riciclate mediante società fiduciarie estere, con l’intento di sottrarle all’occhio del fisco italiano.
Secondo le indagini coordinate dalla Procura di Bergamo, gli indagati avrebbero occultato somme derivanti da bancarotte fraudolente, da omesse e infedeli dichiarazioni fiscali, nonché da distruzione di documentazione contabile, condotte legate alla gestione di più aziende nel settore dell’edilizia. L’intervento della Direzione distrettuale antimafia ha confermato la gravità e la sistematicità degli illeciti.
L’operazione testimonia la forte attenzione delle autorità giudiziarie verso le infiltrazioni criminali nel comparto delle costruzioni, un ambito da sempre ritenuto ad alto rischio per fenomeni di evasione, frode e riciclaggio. Il sequestro degli immobili rappresenta un passaggio chiave nella strategia di aggressione ai patrimoni illeciti.