Un violento incendio ha interessato ieri sera un hotel abbandonato a Montecampione, località montana della Val Camonica situata a 1.200 metri di altitudine. Le fiamme, secondo le prime ricostruzioni, sono partite dal quarto piano della struttura, precisamente da un ambiente che un tempo ospitava il bar dell’albergo, oggi completamente disabitato.
L’allarme è scattato in serata e sul posto sono giunti i Vigili del Fuoco di Bergamo, che hanno operato per ore prima di riuscire a domare l’incendio, spento completamente attorno alla mezzanotte. Le operazioni di spegnimento sono state rese più complesse dalla posizione dell’edificio, che si trova lungo le piste da sci e in una zona non facilmente accessibile.
Le indagini e l’ombra del dolo
A indagare sull’accaduto sono i carabinieri della Compagnia di Breno, che non escludono la pista del dolo. L’albergo, chiuso da tempo, è da anni meta di senzatetto e persone in cerca di riparo, e proprio questa circostanza potrebbe essere all’origine del rogo.
Non sono stati trovati inneschi evidenti, come contenitori di liquidi infiammabili, ma una delle ipotesi è che il fuoco sia partito da un piccolo focolare acceso per riscaldarsi, poi lasciato incustodito o non correttamente spento. Questa pista resta al vaglio degli inquirenti, che proseguiranno con rilievi e accertamenti nei prossimi giorni.
Nessun ferito ma tanti interrogativi
Fortunatamente nell’incendio non si sono registrati feriti, ma l’episodio riapre il dibattito sulla gestione e messa in sicurezza degli edifici abbandonati, soprattutto in aree montane dove le condizioni climatiche spingono alcune persone a rifugiarsi in strutture dismesse e non controllate.
L’albergo in questione è uno dei tanti simboli del declino turistico di alcune località alpine, un tempo frequentatissime e oggi in parte dimenticate. La vicenda rilancia anche il tema dell’abbandono edilizio e delle politiche di rigenerazione urbana nelle zone di montagna.