Corda Molle, stop al pedaggio da giugno: ma il futuro resta incerto

Il Ministero delle Infrastrutture sospende l’introduzione del pedaggio, ma Autovia Padana prepara il sistema per l’attivazione a luglio

Il pedaggio sulla Corda Molle non scatterà a giugno, ma resta tutt’altro che archiviato. Con una comunicazione stringata, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) ha annunciato che la direttissima Ospitaletto-Montichiari resterà gratuita almeno fino a fine mese, precisando che il ministro Matteo Salvini è al lavoro per “tutelare cittadini, lavoratori e imprese locali”. Tuttavia, dietro l’apparente tregua si cela una questione complessa e ancora senza soluzioni definitive.

La Corda Molle, raccordo strategico tra Brescia e il Garda, è al centro di una lunga querelle politica e amministrativa. Il dibattito sull’introduzione del pedaggio è iniziato oltre un anno e mezzo fa, quando Salvini aveva assicurato pubblicamente che “non sarà mai imposto un dazio” sulla bretella. Tuttavia, in recenti dichiarazioni, lo stesso vicepremier ha aperto alla possibilità di un pagamento, con eventuali sconti o esenzioni per i residenti dei Comuni attraversati.

Nel frattempo, Autovia Padana – società concessionaria dell’infrastruttura – ha confermato che i collaudi e i test del sistema di rilevamento pedaggi proseguiranno per tutto giugno, lasciando intendere che a luglio tutto sarà pronto per l’attivazione effettiva del ticket. La società sottolinea che il via libera finale spetta al Mit, che però è in attesa della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR), destinata a influenzare significativamente le decisioni future.

Attualmente, il raccordo registra circa 22.000 passaggi giornalieri, in calo rispetto ai 50.000 rilevati durante il primo monitoraggio del 2024. La concessione, assegnata nell’ambito della gestione dell’autostrada A21, prevede esplicitamente l’introduzione del pedaggio, come stabilito negli accordi firmati nel 2015 e aggiornati nel 2018 durante il mandato dell’allora ministro Graziano Delrio. In quegli atti venivano indicate le tariffe previste: 10 centesimi al chilometro per le auto e 24,6 per i mezzi pesanti, per coprire 160 milioni di euro di investimenti nei 13 chilometri finali della tratta.

Il Mit, da parte sua, precisa che l’ipotesi del pedaggio nasce da “stagioni politiche passate”, marcando così una distanza con le decisioni prese dai governi precedenti. Ma il contratto firmato rimane in vigore, e il concessionario privato reclama il rispetto degli accordi. “I lavori sono stati eseguiti, ora vogliono essere remunerati”, ha spiegato Marco Togni, sindaco leghista di Montichiari.

Dure le critiche di Europa Verde, con Dario Balotta che richiama le responsabilità storiche: “Salvini ha cambiato posizione, ma la scelta fu presa già nel 2009, quando la Provincia accettò l’accordo tra ANAS e Centropadane, con l’inserimento del pedaggio nel Piano economico finanziario. Un piano pensato per rimborsare il precedente gestore e garantire il guadagno del nuovo, oggi completamente privato”.

La speranza dei territori coinvolti è che il Mit possa rivedere il Piano economico-finanziario alla luce del traffico reale, oggi inferiore alle stime originarie, evitando così di gravare sui pendolari e sul tessuto economico locale. Tuttavia, senza una modifica strutturale del contratto, la possibilità di rendere gratuita la Corda Molle appare sempre più remota.

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