Incompatibilità con la moglie pm, il giudice Spanò lascia la penale: in bilico il processo sulla strage di Brescia

Trasferimento al tribunale civile e dibattimento sulla strage a rischio: i familiari delle vittime chiedono continuità

Cambio di sezione per il giudice Roberto Spanò, che lascia la Seconda sezione penale del Tribunale di Brescia per passare a quella civile, a causa di una situazione di incompatibilità legata alla moglie, la pm Silvana Panico, attualmente in servizio alla Direzione distrettuale antimafia della Procura bresciana. La questione era stata sollevata nel 2023 dalla presidente di sezione Cristina Amalia Ardenghi, nonostante in 17 anni di attività nella stessa sede giudiziaria la coppia non si sia mai incrociata in aula per un processo.

Con il trasferimento di Spanò al civile, l’incompatibilità viene meno, come confermato dalla prima commissione del Consiglio superiore della magistratura (CSM), che ha proposto l’archiviazione della pratica. Tuttavia, il magistrato potrà concludere solo i procedimenti penali “prossimi alla decisione”, come stabilito nel dispositivo del CSM. La decisione definitiva è attesa per mercoledì 16 luglio, quando il plenum dell’organo di autogoverno della magistratura si pronuncerà sulla chiusura del caso.

Preoccupazioni emergono però sul processo in corso per la Strage di Piazza della Loggia, uno dei dibattimenti più delicati e simbolici della giustizia italiana. Con 22 testimoni già ascoltati su un totale di 139, il processo — avviato lo scorso 29 febbraio 2024 — non viene ritenuto dal CSM “prossimo alla decisione” e, in caso di sostituzione del presidente, potrebbe dover ripartire da zero. Un’ipotesi che ha sollevato forte allarme tra i familiari delle vittime.

In una nota ufficiale, l’Associazione dei familiari delle vittime della strage di Brescia ha espresso “grande preoccupazione” per il rischio di interruzione del procedimento, proprio a 51 anni dalla strage del 28 maggio 1974, definita come un attacco diretto alle istituzioni democratiche del Paese. “Ci aspettiamo che anche questo processo sia incluso tra quelli a cui il giudice Spanò possa restare assegnato”, si legge nel comunicato, che evidenzia l’importanza della continuità per garantire il regolare svolgimento del dibattimento.

La richiesta dei familiari non è solo una questione giuridica, ma anche un appello al rispetto della memoria storica e della sensibilità di un’intera comunità. La città di Brescia, ancora oggi segnata da quella strage, attende risposte chiare su un processo che rappresenta una delle ultime possibilità di verità e giustizia.

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