Il contenzioso tra i residenti del quartiere Carmine e il Comune di Brescia rischia di trasformarsi in un caso emblematico a livello nazionale. A renderlo potenzialmente storico è la portata della causa: ben 68 cittadini coinvolti e una richiesta danni che supera i due milioni di euro. Dopo il precedente del caso Paroli, con la sentenza favorevole della Cassazione nel 2023, questo nuovo procedimento potrebbe segnare un punto di svolta nel diritto relativo alla vivibilità urbana.
Un tentativo di conciliazione c’è stato, ma non ha portato i risultati sperati. Le parti hanno provato a trovare un’intesa extragiudiziale, ma la distanza tra le richieste dei residenti e le risposte della Loggia ha impedito qualsiasi accordo. Il 9 settembre è stato così notificato l’atto di citazione, segnando l’avvio formale della causa civile.
Oltre al risarcimento economico, i residenti chiedono un intervento strutturale: vogliono che il Comune intervenga concretamente per ridurre l’inquinamento acustico notturno che da anni mina la qualità della vita nel quartiere. A supportare la loro richiesta, c’è una perizia redatta dal tecnico acustico Mauro Riggi, che ha definito i livelli di rumore “assimilabili a quelli di una zona industriale”.
A guidare i residenti in questa complessa vertenza è l’avvocato Giovanni Daleffe di Bergamo, esperto in diritto immobiliare, con particolare attenzione agli aspetti urbanistici ed edilizi. La prima udienza è fissata per il mese di gennaio e si prevede che il processo attirerà l’attenzione di media e amministratori pubblici, data la delicatezza del tema e le possibili implicazioni per altri contesti urbani.