È ufficialmente online la piattaforma telematica predisposta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), pensata per censire i dispositivi di rilevazione della velocità presenti sul territorio nazionale. Da ora, tutte le amministrazioni locali e gli enti responsabili degli organi di polizia stradale avranno 60 giorni di tempo per caricare sul portale le informazioni dettagliate sui propri autovelox. Questo obbligo riguarda ogni dispositivo installato, specificando marca, modello, tipo, matricola, versione e decreto ministeriale che ne attesta l’approvazione.
Il decreto ministeriale pubblicato dal MIT impone un termine ben preciso: entro il 30 novembre, i Comuni dovranno completare l’inserimento dei dati richiesti. In caso contrario, i dispositivi non censiti non potranno più essere utilizzati, rendendo illegittime le sanzioni emesse tramite tali apparecchi. Un passo importante, sottolinea il Codacons, per garantire maggiore trasparenza sull’utilizzo degli autovelox e ridurre i rischi di abusi.
Per ogni rilevatore, i Comuni devono fornire una serie di informazioni tecniche fondamentali:
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marca e modello del dispositivo
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tipo e versione eventualmente utilizzata
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numero di matricola
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estremi del decreto MIT che ne approva l’uso
Ogni modifica o aggiornamento dovrà essere comunicato tempestivamente attraverso la stessa piattaforma. Solo in questo modo il dispositivo potrà continuare a essere utilizzato ai fini del rilevamento della velocità.
Il fenomeno degli autovelox, soprattutto in alcune zone d’Italia, ha assunto proporzioni significative. Assoutenti, in un recente report, ha segnalato che oltre 7 milioni di euro sono stati incassati lo scorso anno dai Comuni coinvolti, con casi emblematici come la statale Telesina o il Salento, dove sono stati installati numerosi dispositivi a breve distanza l’uno dall’altro. Situazioni che hanno sollevato polemiche e dubbi sull’effettivo scopo di questi strumenti: sicurezza stradale o incasso facile?
Grazie al nuovo censimento, sarà finalmente possibile conoscere il numero esatto di dispositivi installati in Italia, la loro localizzazione precisa e le caratteristiche tecniche. Una novità importante che, secondo le associazioni dei consumatori, potrebbe portare maggiore chiarezza e legittimità nell’uso degli autovelox. Tuttavia, rimane ancora aperto il nodo dell’omologazione, su cui si concentrano da tempo le critiche e le segnalazioni dei cittadini.