Sono in corso approfondite indagini da parte dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Brescia in merito alla tragica vicenda che ha portato alla morte di Dolores Dori, 44 anni, madre di tre figli. La donna è deceduta all’ospedale di Desenzano del Garda, dove era stata abbandonata in condizioni critiche dopo essere stata colpita da tre proiettili. Nonostante un disperato tentativo chirurgico per salvarle la vita, i medici non hanno potuto fare nulla.
Gli investigatori stanno analizzando i filmati delle telecamere di sicurezza presenti nei pressi dell’ospedale, nella speranza di identificare il veicolo che ha trasportato Dolores fino al pronto soccorso. Parallelamente, si cercano indizi utili per ricostruire i movimenti sospetti attorno all’accampamento di Lonato del Garda, dove si ritiene sia avvenuta l’aggressione armata.
Il campo, nascosto nelle aree rurali di Lonato, è stato posto sotto sequestro. Non si trattava di una struttura permanente, ma di un insieme di roulotte parcheggiate in un piazzale. Dopo la sparatoria, l’accampamento si è rapidamente svuotato, rendendo più complesso il lavoro degli inquirenti. Sul luogo del crimine sono stati rinvenuti pochi elementi utili dalla Scientifica, a conferma di una scena già in parte compromessa.
Secondo la ricostruzione iniziale degli inquirenti, l’omicidio sarebbe avvenuto al culmine di un violento litigio tra due nuclei familiari. Al centro della contesa, una presunta relazione tra la figlia della vittima e un giovane di circa vent’anni. L’intenzione del ragazzo di unirsi in matrimonio con la figlia di Dolores Dori avrebbe generato tensioni culminate nel tragico episodio. Resta da chiarire se i familiari della vittima fossero giunti sul posto già armati.
Fondamentale per l’indagine è la testimonianza del figlio sedicenne di Dolores, che avrebbe assistito direttamente alla scena. Il ragazzo potrebbe fornire dettagli preziosi per identificare l’autore materiale dei colpi sparati contro la madre. Intanto, il corpo della donna resta a disposizione dell’autorità giudiziaria per l’autopsia, già disposta dalla Procura di Brescia.