La Procura di Brescia ha ottenuto il giudizio immediato per don Ciro Panigara, 48 anni, il sacerdote arrestato nella primavera scorsa con l’accusa di violenza sessuale aggravata su minori. La scelta della Procura consente di saltare l’udienza preliminare, segno della solidità del quadro probatorio raccolto durante le indagini. L’inizio del processo è stato fissato per gennaio 2026.
A far partire l’indagine è stata la segnalazione di un episodio recente, avvenuto a dicembre 2024 a San Paolo, nel Bresciano. Un ragazzino, che aveva partecipato a un ritiro in oratorio, si era confidato il giorno successivo con la segretaria della parrocchia, raccontando quanto accaduto durante la notte. La segnalazione è stata immediatamente presa in carico e ha dato avvio all’inchiesta che ha portato all’arresto del sacerdote. Pochi giorni dopo la denuncia, don Panigara era stato rimosso dal suo incarico.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, le presunte violenze si sarebbero consumate in due distinti periodi della “carriera” sacerdotale di don Panigara, per un totale di sette vittime di età compresa tra gli 11 e i 13 anni. Sei abusi sarebbero avvenuti tra il 2011 e il 2013, mentre il sacerdote prestava servizio nella parrocchia di Adro. In quel periodo, nessuna delle presunte vittime aveva sporto denuncia. Il settimo episodio è quello che ha fatto emergere l’intero caso.
In seguito agli episodi del primo periodo, don Ciro era stato tenuto per dieci anni lontano dalle attività con giovanissimi. Durante quel tempo, aveva intrapreso un percorso con uno psicologo, che – secondo quanto emerso – non era stato informato dei reali motivi della richiesta di aiuto. Solo dopo questa parentesi il sacerdote era stato nuovamente assegnato a una parrocchia, tornando a operare a contatto con i minori, fino alla nuova accusa che ha riaperto il caso.