Università di Brescia senza mensa: chiusa quella di corso Mameli, in arrivo un nuovo bando

Da mesi gli studenti dell’ateneo bresciano sono senza servizio mensa: chiusi sia gli spazi del centro che quelli del campus Nord. Brescia Infrastrutture prepara un nuovo bando di concessione per trovare un gestore stabile.

Dall’estate, la mensa universitaria di corso Mameli è rimasta chiusa, lasciando centinaia di studenti senza la possibilità di consumare pasti a prezzi calmierati. A essere inaccessibili non sono solo i locali nel cuore della città, ma anche quelli del campus Nord di via Valotti, dove gli spazi risultano chiusi “temporaneamente”. In corso Mameli, invece, le porte resteranno sbarrate fino a nuovo bando, che Brescia Infrastrutture, proprietaria dell’immobile ex Oviesse, sta predisponendo per conto dell’Università degli Studi di Brescia.

Nel frattempo, gli universitari devono arrangiarsi come possono: bar, ristoranti o panini portati da casa. Una soluzione provvisoria, ma più costosa e poco sostenibile per molti.

Le cause della chiusura
Alla base dello stop del servizio c’è l’insostenibilità economica per l’operatore uscente, la Pellegrini S.p.A., che aveva vinto l’appalto nel 2023. La mensa aveva aperto solo nel novembre dello stesso anno, ma il piano economico-finanziario si è rivelato poco realistico, basandosi su flussi di studenti che non si sono concretizzati.

Nonostante alcune deroghe contrattuali e proroghe del servizio per evitare la sospensione, le perdite accumulate hanno costretto l’azienda a dare disdetta durante l’estate, decretando la chiusura definitiva.

Secondo Luca Lazzarini, rappresentante della lista Studenti per Brescia nel senato accademico, «la priorità è che l’università mantenga un servizio essenziale come la mensa, sia in corso Mameli che al campus Nord, indipendentemente dalla formula contrattuale con il nuovo gestore».

Verso un nuovo modello di gestione
Il nuovo bando che Brescia Infrastrutture sta preparando dovrebbe introdurre una formula di concessione, anziché di appalto. Questo modello consentirebbe maggiori garanzie economiche al futuro gestore, riducendo il rischio di chiusure improvvise come quella di questi mesi.

L’obiettivo è evitare di ripetere gli errori del passato, a partire da una migliore stima del numero di utenti e dei costi di gestione. Il nuovo bando sarà congiunto e comprenderà anche la mensa del campus Nord, per una gestione coordinata dei due punti ristoro universitari.

Un passato difficile e spazi mai pienamente utilizzati
Nei due anni di attività, la mensa di corso Mameli aveva operato solo al piano interrato, mentre il piano terra è rimasto chiuso nonostante fosse stato progettato per ospitare una zona ristoro, distributori automatici e area studio. «Chiediamo che in futuro – aggiunge Lazzarini – questi spazi vengano destinati ad attività flessibili per gli studenti, così da renderli realmente vivi e utili».

La chiusura della mensa segna l’ennesimo cambio di rotta per l’immobile di corso Mameli, che nel tempo ha ospitato diversi progetti falliti, tra cui quello di “Buonissimo”, la grande distribuzione alimentare di qualità voluta dall’amministrazione Paroli, che non aveva riscosso il successo sperato.

Ora l’università e il Comune di Brescia si trovano di fronte a una nuova sfida: garantire un servizio di ristorazione stabile, accessibile e sostenibile, capace di rispondere ai bisogni reali degli studenti.

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