Anche quest’anno le università bresciane ottengono un riconoscimento significativo nella World University Rankings 2025 di Times Higher Education (THE), una delle classifiche universitarie più prestigiose a livello mondiale. L’analisi, basata su 18 indicatori suddivisi in cinque aree strategiche, fotografa lo stato di salute degli atenei di oltre 100 Paesi, premiando performance solide e capacità di impatto scientifico.
Spicca il miglioramento dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che nella sede bresciana di via Trieste e nel campus di Mompiano consolida la propria crescita, passando dalla fascia 301-350 a quella 251-300. Un avanzamento che la colloca all’ottavo posto in Italia. Secondo i vertici dell’Ateneo, questo risultato premia la coerenza del modello formativo, in grado di «coniugare identità, radicamento e apertura internazionale».
Ottima conferma anche per l’Università degli Studi di Brescia, che si mantiene nella fascia 351-400, guadagnando però una posizione di assoluto rilievo nella categoria “Research quality”, dove si classifica prima tra tutte le università pubbliche italiane. «Un risultato che ci rende particolarmente fieri – commenta il rettore Francesco Castelli – perché certifica l’eccellenza del nostro contributo scientifico, frutto di un intenso lavoro di squadra e di relazioni forti con il tessuto sanitario, sociale e produttivo del territorio».
A rafforzare il valore della classifica THE è anche il parere della prorettrice alla Ricerca Renata Mansini, che spiega: «L’indicatore Research quality considera fattori fondamentali come citazioni, influenza e rilevanza delle pubblicazioni. Il nostro risultato premia l’intero ecosistema di ricerca costruito negli anni, capace di generare impatto globale. Continueremo a investire in progetti internazionali, infrastrutture avanzate e collaborazioni scientifiche di alto profilo».
A livello mondiale, l’Università di Oxford si conferma per il nono anno consecutivo in testa, seguita da Cambridge, Stanford, MIT e Harvard. Completano la top ten atenei del calibro di Princeton, Caltech, Imperial College London, UC Berkeley e Yale.
Tra le università italiane, la migliore è Bologna (posizione 130), seguita da Normale di Pisa (137) e Sapienza di Roma (170). Nella fascia 201-250 si collocano atenei di eccellenza come il Politecnico di Milano, la Scuola Sant’Anna, Padova e Humanitas. La Cattolica, nella fascia 251-300, è affiancata da San Raffaele, Università di Milano, Federico II di Napoli e Tor Vergata. Subito dopo l’UniBs, in fascia 351-400, ci sono Firenze, Pisa, Pavia, Siena, Trento e Verona.
La classifica THE si basa su cinque macroaree:
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Didattica (Teaching)
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Ambiente di ricerca (Research Environment)
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Qualità della ricerca (Research Quality)
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Trasferimento tecnologico (Industry)
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Prospettiva internazionale (International Outlook)
Rispetto all’edizione precedente, le università italiane, e in particolare quelle bresciane, migliorano soprattutto negli ambiti legati alla ricerca, alla qualità dell’insegnamento e all’internazionalizzazione, confermando un trend positivo e un crescente riconoscimento internazionale.