Nella notte tra sabato 25 e domenica 26 ottobre, alle ore 3, torna l’ora solare in Italia. Le lancette dovranno essere spostate indietro di un’ora, precisamente alle 2. Questo significa un’ora in più di sonno per tutti, ma anche giornate che iniziano con più luce naturale al mattino e si accorciano nel pomeriggio, anticipando il buio serale. È il consueto appuntamento autunnale con il cambio dell’ora, che sarà poi seguito da un nuovo passaggio all’ora legale nella notte tra il 29 e il 30 marzo.
Il sistema dell’ora legale ha radici storiche piuttosto antiche. La prima teorizzazione di un orario “artificiale” per risparmiare energia risale al 1784, quando Benjamin Franklin ne propose l’idea. In Italia, l’adozione ufficiale dell’ora legale avvenne nel 1966, dopo un uso sperimentale durante le due guerre mondiali. Inizialmente previsto per soli quattro mesi, il periodo venne esteso a sei nel 1980. Dal 1996, con l’armonizzazione tra i Paesi dell’Unione Europea, l’ora solare torna l’ultima domenica di ottobre.
Oggi circa un quarto dei Paesi nel mondo continua a seguire il cambio stagionale dell’ora, con l’obiettivo di sfruttare maggiormente la luce naturale e ridurre i consumi energetici. Tuttavia, la validità di questo beneficio è sempre più spesso messa in discussione.
Non mancano le voci critiche nei confronti di questo sistema. Tra le più recenti, quella del premier spagnolo Pedro Sánchez, che lo scorso 20 ottobre ha definito il cambio dell’ora «una pratica senza senso». In un post pubblicato su X (ex Twitter), Sánchez ha sottolineato come i vantaggi in termini di risparmio energetico siano ormai marginali, mentre gli effetti sulla salute – soprattutto sul ritmo sonno-veglia – risultano significativi. Il governo spagnolo intende portare la questione all’attenzione dell’Unione Europea, chiedendo l’avvio di un processo per abolire il passaggio stagionale.
Il tema non è nuovo nelle sedi europee. Già nel 2018 la Commissione europea aveva avviato una consultazione pubblica, alla quale risposero oltre 4,6 milioni di cittadini: l’84% si disse favorevole all’eliminazione del cambio d’ora. Nel 2019 il Parlamento europeo aveva approvato un progetto per lasciare ai singoli Stati la scelta definitiva tra ora legale e solare, ma l’iniziativa si arenò a causa delle divisioni tra Paesi, dell’emergenza Covid e della Brexit. Nel febbraio 2025, la proposta è stata ufficialmente abbandonata.
Tuttavia, il dibattito resta acceso, soprattutto nei Paesi dell’Europa meridionale dove la luce naturale è più abbondante. Per il momento, però, il sistema rimane invariato: doppio cambio annuale e calendario già stabilito per il prossimo passaggio.
Archiviato il ritorno all’ora solare, il prossimo cambio è fissato nella notte tra sabato 29 e domenica 30 marzo, quando tornerà l’ora legale. Le lancette andranno spostate avanti di un’ora, sacrificando un’ora di sonno ma guadagnando più luce nel tardo pomeriggio.