Droghe e fragilità emotiva: cresce l’allarme tra i giovani bresciani

Boom di marijuana e cocaina tra gli under 25, soprattutto ragazze. I SerD lanciano l’allarme: il problema è anche psicologico e sociale

Aumentano i consumi di droga tra i giovani della provincia di Brescia, ma dietro le sostanze si nasconde un disagio più profondo: la fragilità emotiva. È questo il dato più rilevante che emerge dal nuovo report dei Servizi per le Dipendenze (SerD) dell’ATS di Brescia, che evidenzia un aumento del 30% degli accessi da parte di under 25 nel solo 2025. Un trend in netta controtendenza rispetto alla stabilità osservata nelle altre fasce d’età.

Nel corso dell’ultimo anno, sono stati 180 i nuovi ingressi di giovani al SerD, contro i 140 del 2024. Un incremento che non può più essere letto solo in chiave sanitaria o legale, ma che coinvolge dimensioni psicologiche, sociali e culturali. La droga, in molti casi, è una risposta a stati di ansia, depressione, mancanza di autostima, difficoltà relazionali.

Marijuana e cocaina le più diffuse, ma spuntano nuove sostanze

Marijuana e cocaina si confermano le sostanze più diffuse tra i ragazzi bresciani, con una crescente normalizzazione soprattutto dell’uso di cannabis. Il consumo è ormai trasversale e riguarda sempre più ragazze, segnando un cambiamento anche nei tabù di genere. La cocaina, invece, viene spesso associata a contesti festivi o a dinamiche di performance, in ambito lavorativo o scolastico.

Ma il fenomeno si evolve: i SerD segnalano la comparsa di nuove sostanze, più difficili da individuare, come le cosiddette “smart drugs” e alcuni derivati sintetici, spesso acquistati online o attraverso canali informali. La facilità di accesso gioca un ruolo cruciale, insieme alla percezione – ancora diffusa – di scarsa pericolosità, soprattutto per le droghe leggere.

La geografia delle dipendenze in provincia

Le dipendenze giovanili non riguardano solo la città di Brescia, ma si distribuiscono a macchia di leopardo su tutto il territorio provinciale, con picchi registrati in alcune aree dell’hinterland e nei comuni di medie dimensioni. L’analisi dei dati evidenzia come i contesti più colpiti siano spesso quelli in cui mancano spazi di aggregazione, occasioni culturali e servizi dedicati alla prevenzione.

In questi territori, la droga diventa una valvola di sfogo o un rifugio temporaneo, e spesso il primo contatto avviene già durante la scuola media. L’età media del primo consumo si è abbassata rispetto al passato, e ciò complica ulteriormente il lavoro di intercettazione da parte dei servizi sanitari e sociali.

Il ruolo dei servizi e la necessità di prevenzione

Di fronte a questi numeri, il ruolo dei SerD diventa centrale, non solo per l’assistenza medica e terapeutica, ma anche per la capacità di ascolto e orientamento nei confronti dei giovani e delle famiglie. In molti casi, l’accesso ai servizi avviene tardi, quando la dipendenza è già conclamata. Serve un potenziamento della prevenzione primaria, fatta di educazione emotiva, sportelli di ascolto nelle scuole e campagne informative.

Gli operatori sottolineano anche il bisogno di un linguaggio più vicino ai giovani, capace di intercettare il disagio prima che si trasformi in dipendenza. Le esperienze più efficaci sono quelle che integrano approccio clinico e sostegno psicologico, creando percorsi personalizzati e multidisciplinari.

Le nuove sfide: social, solitudine e senso di identità

Il fenomeno delle dipendenze giovanili si intreccia sempre più con la dimensione digitale e la pressione sociale. I social media, pur offrendo opportunità di connessione, alimentano dinamiche di confronto, aspettative irrealistiche e isolamento. La ricerca di una via di fuga – spesso tramite le droghe – è il sintomo di un malessere che riguarda il senso di sé, l’identità e il futuro.

L’intervento, dunque, non può limitarsi alla sola repressione del consumo. Serve un approccio di comunità, capace di coinvolgere famiglie, scuole, enti locali e associazioni. Solo così si potrà agire sulle cause profonde, ridando centralità al benessere emotivo e alle relazioni sane.

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