La famiglia di Jack costretta a lasciare Desenzano: nessuna casa accessibile per il 15enne disabile

Il contratto d’affitto non viene rinnovato e la famiglia deve tornare a Cernusco: nasce un progetto per costruire una casa su misura.

La storia di Jack, un ragazzo di 15 anni affetto da tetraparesi spastica che richiede assistenza continua, torna a far emergere con forza il tema dell’emergenza abitativa per le famiglie con persone fragili. Il giovane aveva trovato un equilibrio prezioso a Desenzano, dove da oltre dieci anni viveva insieme alla madre Maria Bellini, al padre acquisito Paolo Baldi e al fratellino Dylan. L’abitazione di via Marzabotto, ampia e priva di barriere architettoniche, era diventata negli anni un luogo sicuro e perfettamente adatto alla sua condizione. Tutto è cambiato quando il proprietario ha scelto di non rinnovare il contratto, annunciando l’intenzione di trasformare l’immobile in una casa vacanze.

La famiglia ha tentato di opporsi anche per vie legali, ma ogni tentativo si è rivelato inutile. La ricerca di un nuovo alloggio accessibile nel territorio di Desenzano si è presto trasformata in un’impresa impossibile: le poche soluzioni disponibili avevano costi proibitivi e nessuna struttura pubblica risultava libera. «Io e Paolo abbiamo lasciato il lavoro per occuparci di Jack a tempo pieno – spiega la madre ai colleghi di BresciaOggi –. Avremmo i requisiti per una casa popolare, ma qui non ce ne sono. Abbiamo parlato con il Comune, abbiamo provato tutte le strade possibili, ma senza successo». Il nodo dell’accessibilità ha reso ogni alternativa impraticabile, costringendo la famiglia a un doloroso passo indietro.

Così Jack, i suoi genitori e il fratellino hanno fatto ritorno a Cernusco sul Naviglio, dove i nonni del ragazzo, Edy e Marco, hanno messo a disposizione una parte della loro cascina per permettere alla famiglia di ricominciare. Proprio qui nasce la nuova sfida: trasformare quello spazio in una casa su misura, totalmente accessibile, pensata per rispondere ai bisogni quotidiani del giovane e di chi vive una condizione simile. L’obiettivo è creare un contesto familiare accogliente, ma anche un modello replicabile per altre realtà alle prese con difficoltà analoghe.

Il progetto è sostenuto dall’associazione Jack gli occhi della speranza, attiva dal 2013 e ispirata ai grandi occhi azzurri del ragazzo, simbolo di resilienza e determinazione. Per rendere possibile la trasformazione della cascina è stata avviata una raccolta fondi sulla piattaforma Idea Ginger, strutturata in più step per facilitare la realizzazione degli interventi. Il primo traguardo, pari a 8mila euro per l’installazione di un ascensore, è già stato raggiunto, permettendo di avviare i lavori. Il secondo obiettivo punta ai 15mila euro necessari per costruire un bagno completamente attrezzato; un budget analogo è previsto per la futura camera da letto di Jack. A chiudere il progetto, 20mila euro dedicati alla creazione di spazi per soggetti fragili, con laboratori e percorsi di supporto gestiti da psicologi, educatori e fisioterapisti.

L’iniziativa vuole superare l’emergenza attuale e gettare le basi per un luogo che diventi riferimento per altre famiglie che vivono situazioni complesse. L’accessibilità, tema ancora troppo spesso ignorato nelle politiche abitative, emerge in questa vicenda in tutta la sua urgenza, mostrando quanto sia difficile trovare soluzioni adeguate per chi convive con disabilità gravi. La speranza è che il progetto di Jack diventi un esempio, capace di sensibilizzare istituzioni e cittadini sulla necessità di abitazioni inclusive e realmente a misura di persona.

Il percorso è appena iniziato, ma la risposta della comunità lascia ben sperare. La raccolta fondi continua e ogni contributo rappresenta un passo avanti verso una casa in cui Jack possa vivere con serenità e dignità. “Per Jack, il nostro supereroe” è il messaggio che accompagna la campagna: un invito a partecipare e sostenere una famiglia che, ancora una volta, si trova a dover ricominciare.

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