Brescia approva il Piano strategico della cultura 2030: “Una politica culturale permanente e strutturale”

La giunta comunale vara il documento che guiderà lo sviluppo culturale dei prossimi anni: più investimenti, più partecipazione e un nuovo Osservatorio civico della Cultura.

Brescia punta a diventare una città europea della cultura non solo per eventi, ma per visione e continuità. Con questo obiettivo ieri la giunta comunale ha approvato il Piano strategico della cultura Brescia 2030, il documento che raccoglie l’eredità dell’Anno della Cultura 2023 e definisce un modello stabile e strutturale di politiche culturali.

«È il risultato di un anno di incontri, dialoghi e confronti – ha spiegato la sindaca Laura Castelletti, insieme al consigliere delegato Francesco Tomasini –. Abbiamo ascoltato fondazioni, associazioni, istituzioni, operatori. È il culmine di un percorso partecipato che consolida la reputazione di Brescia come città che investe seriamente in cultura».

Investimenti sopra la media nazionale: obiettivo 4,7% entro il 2030

Nel 2024 Brescia ha destinato 13,96 milioni di euro alla Missione 5 “Tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali”, pari al 4,35% del bilancio comunale (320,7 milioni).

Una quota superiore sia alla media nazionale (2,9%) sia a quella lombarda (3,05%).
Il traguardo fissato nel Piano è ambizioso: raggiungere il 4,7% entro il 2030, avvicinandosi agli standard delle città europee più virtuose.

L’impatto non sarà valutato solo in termini economici, ma anche sociali:

  • aumento dell’occupazione creativa,

  • crescita della fruizione culturale nei quartieri,

  • ampliamento del pubblico tra fasce oggi escluse,

  • rafforzamento delle reti e scambi europei.

Tre principi guida: prossimità, partecipazione, sostenibilità

La strategia, illustrata da Francesca Bertoglio, responsabile dello sviluppo del Piano, si regge su tre pilastri:

  1. Prossimità – portare cultura nei quartieri e nelle comunità locali.

  2. Partecipazione – coinvolgere cittadini, associazioni e operatori in modo attivo.

  3. Sostenibilità – ambientale, economica e soprattutto sociale.

Da questi principi derivano quattro assi strategici, coerenti con il brand europeo della città:

  • “Sognare in grande” – grandi progetti e visione internazionale.

  • “Anche il piccolo conta” – sostegno diffuso a realtà di prossimità e nuove creatività.

  • “La cultura è multicultura” – inclusione, pluralità e nuovi linguaggi.

  • “Tutto accade prima” – investire nei bambini e nei giovani, portando cultura nelle scuole e nei luoghi educativi.

Cinque cantieri culturali e una governance multilivello

Il Piano si struttura in cinque grandi ambiti operativi, chiamati Cantieri culturali:

  1. Brescia città creativa UNESCO della Musica

  2. Centri di competenza per professioni artistiche e imprese creative

  3. Isola del contemporaneo

  4. Scienze e innovazione

  5. Grandi istituzioni e hub culturali decentrati

Un modello di governance “a più teste” coordinerà attività e risorse, con un lavoro integrato tra Comune, fondazioni, istituzioni culturali e territorio.

Nasce l’Osservatorio civico della Cultura

Tra le novità più attese, la creazione di un Osservatorio civico della Cultura, che avrà il compito di:

  • aggiornare dati e indicatori,

  • misurare gli impatti del Piano,

  • produrre un rendiconto pubblico annuale,

  • garantire trasparenza e partecipazione.

Una Cabina di regia comunale seguirà invece l’attuazione operativa del Piano, verificandone obiettivi e tempi.

Una visione di lungo periodo

Con Brescia 2030, la città sceglie una politica culturale che non si esaurisce in grandi eventi ma diventa infrastruttura permanente, capace di generare sviluppo, identità, inclusione e innovazione.

«La cultura – ha ribadito Castelletti – non è un ornamento, ma una dimensione trasversale delle politiche pubbliche. È un valore che crea futuro».

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

Opposizione critica sui tempi incerti del nuovo impianto, il Comune: “Iter complesso ma avviato”...
Rolfi attacca sulla gestione delle risorse, Garza difende le scelte dell’amministrazione...
Bilancio 2025 tra investimenti, energia e ritorni per i Comuni azionisti...

Altre notizie